"Il racconto più brutto", un'idea di Carolina Cutolo

Una macchina da scrivere animata

Cos'è il "brutto letterario", ci avete mai pensato? A tanti sarà capitato di leggere scritti noiosi, senza vèrve, banali e piatti: mediocri, per riassumere. Ma cos'è davvero "brutto" quando parliamo di un libro? A dare una risposta a questo interessante quesito ci ha provato Carolina Cutolo, autrice del noto blog Pornoromantica, da cui è stato tratto anche un libro. L'occasione è un concorso, "Il racconto più brutto", appunto, con il quale la scrittrice lancia una sfida a chiunque voglia raccoglierla, invitando a partecipare con un proprio racconto (è lei la prima a mettersi in gioco).

Ecco qualche esempio di ciò che contraddistingue questo tipo di componimenti secondo la promotrice:
- Un classico è l'uso inconsapevole di cliché pensando di aver inventato qualcosa: in quanti ancora utilizzano la metafora volo/libertà con compiacimento e pretese di originalità come se non fosse stato mai scritto per esempio Il gabbiano Jonathan Livingstone?
- Altro grande classico è l'emulazione sciatta dello stile Bukowsky: in quanti pensano che scrivere frasi rozze e volgarità a caso sia automaticamente letteratura e si crogiolano nel genio e sregolatezza rivendicando pigramente la propria ignoranza e dunque guardandosi bene dal mettere in discussione la loro tecnica narrativa?
- Per non parlare della retorica del dolore autobiografico: in quanti pensano che basti raccontare una vicenda drammatica che gli è capitata calcando la mano sulla tragedia per risultare interessanti? Convinti che basti raccontarla perché è la verità ed è forte di per sé ma di fatto infiocchettandola con mille barocchissimi e patetici fronzoli?

Vi invito a leggere sul blog della Cutolo l'intero bando di concorso, perché è davvero spassoso. La serata di lettura ed elezione del "Racconto più brutto" si svolgerà il 24 febbraio presso l'Hula Hop Club, a Roma, e ad aprire le danze sarà proprio la Cutolo con un suo testo. Ci saranno degli indomiti scrittori pronti a prendersi un po' in giro e a scordare per un giorno la loro sconfinata vanità? Speriamo vivamente di sì!

Foto | Carolina Cutolo

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