Quindici giorni di novembre, di José Luis Correa

Non ci si aspetti nebbia, neve, o pioggia e umidità, questa volta la piacevole sorpresa arriva da Las Palmas, capoluogo di quelle meravigliose isole spagnole, le Canarie, che da un angolo dell’oceano guardano verso le americhe, soprattutto quella del nord, dalla quale arriva l’eco di Philip Marlowe e Raymond Chandler.

Ma le isole e lo scrittore in questione, José Luis Correa, così come il suo libro, Quindici giorni di novembre (Del Vecchio editore), sono anche troppo vicini all’Europa per non sentire l’ascendenza di uno scrittore come Manuel Vásquez Montalbán.

Ricardo Blanco, invece, è il nome dell’investigatore: quarantaquattro anni, gli piacciono i film in bianco nero, quelli con Humprey Bogart, i romanzi gialli (e gli autori appena citati) e, esattamente come i suoi predecessori, forse per questo ancora una volta del tutto personale, Blanco ha un problema con la vita che, nonostante tutto, continua a non capire.

Una sorta di malinconia mista a un ottimo senso dell'umorismo caratterizzano Blanco: miscela pericolosamente affascinante. E se ne accorge anche Maria Marancha il giorno in cui si presenta nel suo ufficio, vuole che Blanco indaghi su colui che sarebbe diventato suo marito, se non fosse morto.

La polizia ha chiuso il caso bollandolo come suicidio, ma Maria non ne è affatto persuasa. Tutt’altro. Per questo si rivolge a Blanco: non crede affatto nel suicidio del suo fidanzato Antonio Camember. «”Come quel nome” pensai, “è il minimo che potesse capitargli”».

Nemmeno Maria Arancha scherza in fatto di fascino: con i suoi «capelli rosso fuoco», Maria è una donna innamorata della galanteria e del corteggiamento; in una parola, raffinata, ma non snob, come il mondo “bene” di Las Palmas che frequenta.

Ed è lì che Blanco, per indagare sul caso Camember, deve approdare: nel mondo di chi a Las Palmas i soldi ce li ha sul serio. Deve farlo per conoscere meglio il mondo in cui si muoveva la vittima. Così finisce per fare l'infiltrato nelle feste, sugli yacht. Ciò nonstante, non riesce a evitare risse, accoltellamenti.

Alla fine delle indagini, Blanco scopre inevitabilmente qualcosa di più di se stesso, ma forse non abbastanza per farlo stare in pace. Una cosa però è chiara: la sua vita è lontana da quel mondo che ha appena frequentato e molto più vicino a quello di Maria, più di quanto entrambi possano sospettare.

José Luis Correa
Quindici giorni di novembre
Pagine: 128
Tradotto da: Alberto Malcangi
Anno: 2010
Prezzo: 14 €

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