Libri di qualità poco visibili. Le colpe dei recensori

books reading I collaboratori che redigono le rubriche sui "libri dell'anno" si grattano la schiena a vicenda come babbuini che si spulciano l'un l'altro. In rete gli autori tessono le lodi dei propri libri sotto pseudonimo. Gli effetti di queste dinamiche sono corrosivi. Librerie e biblioteche traboccano di pessimi libri corredati da quarte di copertina fallaci scritte da pusillanimi incensatori.

Non sarà che, nella nota difficoltà per 'libri di qualità' di emergere, e di piccole case editrici di essere visibili al grande pubblico, parte della colpa è (anche) dei recensori (su quella di autori e lettori ci siamo già interrogati)? Me lo ha fatto pensare un articolo del Sole24Ore (che si riferisce in particolare al sottobosco accademico) di cui vi riporto degli stralci. Insomma: non sarà che è anche colpa della pigrizia dei recensori che invece di andarsi a scovare libri di qualità in piccole e medie case editrici si limitano a scremare i libri delle grosse, a recensire amici di amici, a leggere quello che passano loro gli uffici stampa degli editori più grandi?

Ecco, dopo il salto, quali sono secondo l'articolista del Sole24Ore le regole che dovrebbe tener presenti un recensore corretto.

Mai rispondere alle richieste degli editori di far scrivere una recensione incensatoria o meno ad amici...o chiunque sia potenzialmente in obbligo, e mai farlo in maniera diretta.
Mai accettare di recensire il libro di un amico o nemico o rivale o chiunque verso cui si provi un senso di obbligo o risentimento potenzialmente pregiudizievoli, tranne nel caso di un'amicizia così pura da reggere la critica.
Mai scrivere una recensione incensatoria che esageri i meriti o nasconda i difetti di un libro.
Mai esimersi da una critica costruttiva e dal fare tutto il possibile per migliorare un libro che un editore ci ha dato in lettura.
Mai scegliere il "libro dell'anno" o simili senza un previo e scrupoloso esame di coscienza o chiara ironia.
Mai prendere sul personale una brutta recensione o una scheda di lettura critica.
Se tutti rispettassimo questi principi, la strada verso la verità sarebbe sgombra, la qualità delle pubblicazioni accademiche migliorerebbe, le nostre vite sarebbero più felici.

Via | Sole24Ore
Foto | Flickr

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