Vita da illustratore. Intervista a Brunella Baldi

brunella baldi
Brunella Baldi è una delle illustratrici che più mi ha colpito, nel mio viaggio nella letteratura per l'infanzia ( insieme a Matteo Gubellini, Chiara Gobbo, Elisa Cesari e Monica Pierazzi Mitri), con le sue illustrazioni chiazzate di colori, i personaggi dai contorni esili, con quei profili che a volte sembrano visti attraverso uno specchio deformante. Ognuno con il suo equilibrio spaziale, diverso dal nostro e da quello degli altri personaggi. "La mia passione è nata un po' per caso, sono molti gli illustratori che mi piacciono, ma cerco sempre di trovare un mio stile, un mio percorso", ci spiega.

La nascita di una passione come quella del disegno è nata in lei grazie a degli illustratori in particolare?
"Ho frequentato il liceo Artistico di Firenze negli anni '70, dopo il diploma, avevo voglia di vedere un po' il mondo e così sono andata a Parigi per completare la mia formazione come ballerina e coreografa (attualmente ancora esercito questa professione). Per anni quindi non ho preso in mano nè pennelli, nè matite. Poi qualche anno fa mi sono iscritta ad un corso di acquerello, lì ho scoperto l'esistenza della Scuola Estiva d'illustrazione di Sarmede. Per curiosità e per farmi una vacanza ho frequentato il mio primo corso. Con mia grande sorpresa alla mostra di Ottobre hanno esposto nella sezione allievi una mia tavola".

Si ispira a qualcuno, per il suo stile?
"Ho frequentato altri corsi nelle estati successive, molto importante per me è stato incontrare maestri come Josef Wilkon e Linda Wolfsgruber. Stimolata dai loro insegnamenti ho iniziato a lavarare con più costanza, e nel 2007 ho pubblicato il mio primo libro “Gli orecchini della madre” - Tolbà Edizioni-Matera e sono stata selezionata per l'Annual Illustratori Italiani 2007-Milano".

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia?
"Farsi apprezzare o ancora meglio far vedere il proprio lavoro ad un editore italiano, quando si è degli emeriti sconosciuti, è veramente difficile.
Ricordo i miei primi anni alla Fiera del libro ragazzi di Bologna come un girone dantesco. Sono stati durissimi. Nessuno era disponibile a dare un appuntamento e/o guardare i lavori. Spesso dopo file interminabili, insieme a molti altri illustratori, stremati quanto me, il nostro lavoro veniva guardato senza nessuna attenzione e liquidato con rapidità".

E lei come è approdata a Coccole e Caccole?
"Io piano piano sono riuscita a far apprezzare il mio lavoro, ma sono stata sicuramente fortunata ed ho incontrato le persone giuste al momento giusto. Ci sono tantissimi illustratori molto bravi che nessuno pubblica. Uno dei miei incontri fortunati è stato proprio con Daniela e Ilario di Coccole & Caccole a Firenza, durante la presentazione di un libro. Mi aveva parlato di loro un'amica illustratice e così sono andata a mostrargli il mio lavoro. Per fortuna lo hanno guardato!"

Un libro per bambini di cui avrebbe voluto illustrare la copertina.
"Ce ne sono tanti, ma due classici che veramente vorrei illustrare sono Cappuccetto Rosso e Alice nel paese delle meraviglie".

Ci suggerisce un libro (per bambini o meno) che le è piaciuto?
"Sicuramente i miei libri!! L'ultimo uscito è proprio con Coccole & Caccole, è la storia di un bambino e del suo nonno. Si intitola "Per tutto l'oro del mondo", scritto da Manuela Piovesan. E se proprio devo suggerirne uno ...(sto scherzando naturalmente) direi "Un livre qui rend heureux" di Marije Tolman e Ronald Tolman edito da Milan Francia. L'ho comprato al Salone del libro di Montreuil e lo trovo bellissimo".

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