La fuga narrativa, di Tom Stafford

La fuga narrativa, di Tom StaffordLa fuga narrativa di Tom Stafford è uno dei saggi più interessanti che io abbia letto negli ultimi tempi e credo che chiunque viva nell'orizzonte del libro (scrittore o lettore, editore o libraio) dovrebbe leggerlo. L'argomento del saggio, come dice Stafford stesso, non è dei più facili ma è, certamente, dei più affascinanti: quale rapporto abbiamo con le storie e con chi ce le racconta?

“La capacità di costruire di punto in bianco un’intera realtà, per quanto instabile, dimostra che la mente non è solo una macchina sensoria. La sua attività più profonda è tessere storie probabili o solo possibili. È questa la funzione lasciata a briglia sciolta nei sogni. Avrete forse intuito che dal mio punto di vista una delle scelte più importanti riguarda il modo di descrivere il mondo, la storia di cui lo rivestiamo. Se deleghiamo ad altri questo compito, le scelte che faremo saranno le loro.”

In filosofia della conoscenza esiste il cosiddetto problema del ponte: come faccio io a sapere che effettivamente quello che vedo è la realtà? Passando dalla filosofia alla lettura e alla scrittura: come faccio a descrivere quello che c'è nel mondo? Come faccio a riconoscerlo quando lo leggo? Scrive Tom Stafford:

“È necessario descrivere il mondo per dargli un senso. Queste descrizioni diventano quindi simboli potenti [...] Nella vita reale, quella di tutti i giorni, le descrizioni del mondo, i racconti, abbondano, e sgomitano per guadagnarsi la nostra attenzione e intrufolarsi nei nostri pensieri. Tutte queste storie non hanno influenza solo su come vediamo il mondo, ci suggeriscono anche che cosa vedere e quali domande porre”.

L'invito di Tom Stafford è affascinante: immergersi così profondamente nelle storie narrate da altri in modo da svegliarci dalla quotidianità e iniziare così, volesse il cielo, una nostra storia:

“Abbiamo menti affabulatorie [...] Possiamo “destarci” dalla quotidianità, da un sogno, da un’opera d’arte e analizzare e mettere in discussione il racconto del mondo in cui siamo calati [...] La mente che parla a se stessa crea uno spazio in cui possiamo smettere di essere sperimentatori passivi del mondo per cominciare a raccontare la storia delle nostre esperienze, a scegliere tra le storie possibili. Può darsi perfino che una riflessione consapevole ci dia la possibilità di svegliarci dalla storia di qualcun altro e di cominciare a raccontarci la nostra”.

Tom Stafford
La fuga narrativa
40kBooks, 2010
ePub con Social DRM
ISBN 9788865860236
euro 3,90
disponibile anche in inglese: euro 3,90

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