Il meccanico Landru, di Andrea Vitali

il meccanico landru Perchè ci piace tanto la scrittura di Andrea Vitali(il successo di vendite dei suoi romanzi è da sempre vastissimo) ? Me lo sono chiesto, mentre leggevo questo godibile Il meccanico Landru. La mia personale spiegazione è che ci piace immergerci in una dimensione abitata dalla 'quiete dell'offline', in uno slow writing che ha per protagonisti personaggi abitudinari, di cui sentiamo la fatica di salire i gradoni dei palazzi interrompendo il pranzo della domenica. Donne con le gonne al ginocchio che pensano, e non dicono; ritmi di lavoro e vita quotidiana routinari, in cui si cammina, si chiacchiera, e se non sai perchè uno si comporti in un dato modo, vai a tastare il terreno dal parroco in canonica, non sul suo profilo Facebook.

Ci emozioniamo quando un personaggio si ritrova a riaccompagnare a casa a piedi, una sera, una donna: all'improvviso le porge il braccio, e a noi prende un colpo, perchè proprio non ci aspettavamo che si compromettesse in quel modo, nei suoi confronti. Le 'manovre sentimentali' dei personaggi fanno tenerezza: "Più o meno all'ora in cui il Pasta partiva per Como, al capostazione Musante venne l'insopprimibile desiderio di farsi sorridere dalla Personnini (segretaria del direttore del cotonificio, ndr). Motivi per andare a conferire con l'ingegner Galimbelli ne aveva a iosa, dopo il casino di quella mattina e, si sapeva, prima di entrare nell'ufficio del direttore bisognava chiedere alla sua segretaria e magari, chissà!, fare anche un po' di anticamera".

Insomma ci pare normale, durante la lettura, che sì, si passeranno mesi e mesi a fare passeggiate pomeridiane, prima di fidanzarsi. E poi ci piace molto la vita fisica all'aria aperta che fanno gli abitanti di Bellano, che a volte basta una giornata invernale col cielo terso per farti passare tutti i pensieri. Respiri forte e via, ti sembra che la tua storia possa ricominciare da capo. Ad esempio, "passata la domenica a scrutare il cielo dal quale la neve aveva smesso di cadere, l'ingegner Galimbelli cenò con gusto e andò a dormire bello tranquillo (...)".

Non c'è clamore nella comunità di Bellano, anno 1929, quando arrivano i sei meccanici che dovranno cambiare i telai del cotonificio locale. Ognuno si tiene le sue opinioni. Solo desta ilarità quel Landru, che si chiama come quel francese che ammazzava le mogli. Ma a nessuna delle donne del paese viene da prenderlo in giro, anzi. Il suo fisico prestante fa sognare più di una, come la rossa Mirandola, che ha appena ricevuto una proposta di matrimonio dall'insulso Otello, e la sorella di lui, la bella segretaria Emilia, con un decollete da capogiro e quelle occhiaie mattutine che le spariscono solo lavorando.

Dietro il profilo di Landru c'è chi sogna l'Argentina, e chi invece, come il segretario fascista Aurelio Pasta, vede un fenomeno del calcetto, da sfruttare per la prossima sfida con l'odiosa squadra dell'Azione cattolica: quando è in campo lui è come se si accendesse una luce nella stanza, pensa vedendolo palleggiare. Landru si ritrova, quasi senza dover mai alzare un dito, al centro di sogni altrui, scatenando gelosie, mentre c'è anche chi lo vede come il bandolo per sbrogliare la matassa di una sua complicata situazione sentimentale. Risultato: la comunità uscirà, a piccoli passi, cambiata dal 'Forestiero'.

A. Vitali
Il meccanico Landru
Garzanti ed.
18 euro

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