I mestieri del libro. Intervista a una giovane illustratrice

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Eccoci qui per una chiacchierata con Elisa Moriconi, giovane illustratrice di libri per bambini di cui abbiamo segnalato il blog, qualche tempo fa. Per lei, tante domande che possano aiutare anche chi vorrebbe fare il suo bellissimo lavoro.

Elisa, aprire un blog può servire per fare il tuo lavoro?
"Il blog serve principalmente per conoscere e farsi conoscere dalle altre persone. Alle volte tra quelle persone potrebbe nascondersi un potenziale datore di lavoro. Può capitare. A me è successo ogni tanto; addirittura recentemente ho parlato con una editor di una grossa casa editrice francese che raccontava di aver fatto un contratto ad un'illustratrice giovanissima dopo aver visto i suoi disegni pubblicati sul suo blog, amore a prima vista! Non capita in continuazione, ma può accadere".

Qual è stata la tua esperienza in merito?
"Io ho iniziato a scrivere sul mio circa 2 anni fa, nel 2008, dopo aver letto in giro per la rete le pagine di qualche altro artista. I post più vecchi quindi raccontano i miei primissimi approcci al mondo del lavoro; tentativi confusi, un po' goffi. In ogni caso, tramite google e la magia delle parole chiave, piano piano qualcuno ha iniziato a frequentare il mio blog e, cosa ancora più inaspettata, a scrivermi via mail; specie gli illustratori più giovani che erano in cerca di un primo lavoro"

Quindi è bene anche non fermarsi, prendere contatti privatamente con gli editori.
"Prendere contatti con un editore privatamente credo sia in ogni caso la strada migliore. C'è chi preferisce i colloqui, magari alle fiere, chi preferisce gli invii di carta stampata e chi è più moderno e si trova bene con e-mail e files in pdf. Però il blog serve anche e in primo luogo all'illustratore stesso per crescere e confrontarsi, per dare e ricevere informazioni preziose, consigli, suggerimenti! Una vetrina preziosissima e divertente!"

Una volta che hai una pubblicazione al tuo attivo, la strada è in discesa?
"Diciamo al 90% no. Fare un libro ti crea un bagaglio di esperienza, sicuramente: impari come funzionano alcune dinamiche, impari tante cose che riguardano l'aspetto più tecnico della creazione del libro. Ma a meno di casi eccezionali è difficile che una sola pubblicazione crei la possibilità della "svolta". A meno che tu non vinca qualche premio con il tuo libro o con le tue illustrazioni. In merito a quest'argomento vorrei segnalare anche l'articolo scritto da Sergio Algozzino sul forum di kinart intitolato "Pubblicare un fumetto non conta una cippa". Per i fumettisti la situazione è anche più complessa che per gli illustratori, ma per certi aspetti i due lavori si somigliano molto"

E' un campo in cui c'è molta concorrenza?
"Di disegnatori ce ne sono tantissimi. Da quando c'è internet poi gli editori possono contattare disegnatori di tutto il mondo, spesso dei mostri di bravura. Spesso c'è chi vuole lavorare solo con i neofiti per poter spendere cifre decisamente contenute. Una volta in fiera un editore disse a me e a una mia collega, con un candore che aveva un qualcosa di inquietante, che non potevamo aspettarci di essere pagate facilmente, quando tanti ragazzi giovani, pur di pubblicare, il lavoro erano disposti a farlo anche gratis. E' una cosa da far venire i brividi, ma purtroppo è vero: tanti giovani illustratori vedono ancora la pubblicazione come una meta agognata e pur di veder stampati i loro disegni sotto un marchio, spesso anche ben poco poco noto, lavorano gratis".

E se parliamo di grossi editori?
"Ecco, quando si arriva ai grandi le cose si fanno più complicate, perchè ovviamente un editore preferisce il più delle volte lavorare con collaboratori di cui già conosce la professionalità, le capacità, ecc. Questo fa si che per un disegnatore novello sia difficile essere preso in considerazione visto che tanti talenti sono già schierati in campo. Ma sono persuasa che con la perseveranza e l'impegno si possa tutto. E tantissima pazienza e ostinazione. Conosco più di un illustratore che, dopo quattro o cinque anni di questa lotta continua, è scappato a gambe levate e si è cercato un altro lavoro, meno artistico ma più stabile".

Come definiresti il tuo stile - e a chi ti ispiri?
"Diciamo che il mio stile è stato influenzato dalle mie grandi passioni: i manga del Sol Levante, con cui ho passato tutta la mia infanzia, adolescenza e qualcosina in più. La narrativa illustrata in bianco e nero, e nello specifico soprattutto i libri illustrati da Chris Riddell, meraviglioso illustratore inglese che adoro, e da Tony DiTerlizzi, altro mago di china e colore. Poi c'è James Jean. Questi i principali, ma attraverso internet è un continuo scoprire illustratori bravissimi e immagini capaci di forte suggestione... una vera miniera!"

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