Ripescaggi di vecchie letture: Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi

Ripescaggi di vecchie letture: <a href=Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi" /> E' stato pubblicato due anni fa da Stampa Alternativa (pp. 93, 9 euro), e se non l'avete comprato vi consiglio caldamente di farlo il prima possibile. Queste sei lezioni bianciardiane uscite originariamente su "Abc" nel 1967, infatti, oltre a costituire un saggio della prosa ironica di Luciano Bianciardi, conservano ancora oggi non poca attualità.

Sono i primi due saggi a dare il tono stilistico e a impostare l'espediente narrativo: questi articoli non costituiscono altro che un prontuario dedicato "a quei giovani che, pur sforniti di talento, vogliamo intraprendere con successo la carriera dell'intellettuale" . Dunque delle lezioni, bianciardiane ovviamente, e quindi piene di ironia e sarcasmo, decisamente irriverenti nel dipingere una figura di intellettuale pienamente inserito nell'industria culturale (nel mondo della comunicazione, si direbbe adesso), e un'immagine decisamente mediocre di chi, in futuro, andrà a formare la nuova classe dirigente.

E una volta tanto questo "manuale" è stato compilato da chi si affannava davvero a rimanere ai margini di quell'industria culturale che criticava, traducendo giorno e notte (anche manuali per segretarie, e da qui, penso, viene l'ispirazione strutturale del libro; ma sua è anche la prima traduzione del Tropico del Cancro di Henry Miller); un libro scritto da chi, trovatosi senza un soldo, rifiutò l'offerta di Indro Montanelli di collaborare al Corriere della Sera, giornale "borghese" con cui Bianciardi non poteva identificarsi. Quanti lo farebbero, oggi?

Dunque, giovani, leggete queste sei lezioni: "Come si diventa un intellettuale", "Che cosa studiare e dove andare in vacanza", "Non leggete i libri: fateveli raccontare", "La giusta tecnica matrimoniale", "Il neopadrone", "Marcatura a uomo o a zona": potrete capire se avete o meno le giuste qualità per entrare a far parte del mondo della cultura. Vi auguro di no.

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