Scavare una buca, di Cristiano Cavina

La narrativa italiana è sempre stata poco incline a raccontare il lavoro, quello artigianale, o della fabbrica (a parte Volponi e pochi altri). Negli ultimi anni, però, alcuni scrittori (da Aldo Nove alla Avallone) si sono misurati con un tema così spinoso, e hanno fatto, del lavoro, materiale narrativo.

Cristiano Cavina ha corso il rischio e, meglio sgombrare subito il campo, ne è valsa davvero la pena; nel suo ultimo romanzo, Scavare una buca, appena uscito per Marcos y Marcos, racconta il lavoro in una cava di gesso, senza mai scadere nel patetismo - alcune pagine, poi, toccano vette molto alte.

«Come se certe cose uno potesse andare in giro a spiegarle» dice il Necci, uno dei protagonisti che sente addosso il peso di tutto ciò che ha scavato.

Ha pienamente ragione, il Necci. Il fatto è che per gente come il Necci, lo zio Jair e l'io-narrante, che lavorano in una situazione di estremo pericolo tutti i giorni, diventa complicato poi raccontare come la cava di gesso abbia plasmato la loro esistenza, insegnato a vivere sotto una costanteminaccia, insegnato orgoglio e dignità.

È difficile spiegarlo, perfino ai propri figli o ai nuovi arrivati, agli ingegneri, a quelli che vedono solo una montagna di numeri e che vorrebbero la cava ormai esaurita e quindi da chiudere, da spostare in Molise.

Non si tratta soltanto di scavare una buca, appunto, è ovvio. La cava è la loro vita: la odiano e la amano in modo viscerale, la sentono mugugnare, ribellarsi, la «cava era viva, e la sua pelle si muoveva». La puoi solo vivere insieme a loro.

Ma in alcuni casi la cava può anche significare morte o avvicinarsi pericolosamente ad essa. È il caso di Edmeo che dalle viscere buie della cava è stato punito, forse eccessivamente; ne è uscito vivo per miracolo. Ma è stato anche furbo e alla fine ci ha guadagnato una bella casa e un posto per suo figlio, Luciano.

È difficile spiegarlo e farlo capire anche a un giovane come Luciano, che bisogna stare attenti, bisogna essere responsabili delle proprie azioni, perché la montagna non ti perdona mai. È difficile spiegarlo, ammesso che sia davvero necessario.

Cristiano Cavina
Scavare una buca
gli alianti
208 pagine
14,50 euro

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