La legge sul libro - novità e aggiornamenti

La legge sul libro - novità e aggiornamenti

Vi abbiamo parlato qualche tempo fa della legge sul libro. Oggi questa legge sta proseguendo nel suo iter, e sta andando incontro a diverse proposte di miglioramento. Pare che sia rimasto il limite di sconto "generalizzato" (15%), che in un certo senso dovrebbe favorire i piccoli editori e le piccole librerie. Ma pare che stia cambiando qualcosa nella questione delle promozioni.

Se la legge originaria prevedeva per gli editori, a fronte di questo 15%, la possibilità di organizzare delle promozioni senza limiti di sconto e di tempo (un esempio assurdo, per capirci: tutti i libri al 90% per sei mesi), le modifiche accettate dal Senato vanno a sminuire, a limitare, queste iniziative.

In primo luogo si è imposto un tasso di sconto anche alle promozioni (il 33% - ma perché, poi, 33 e non 30? E non 35?) e poi si impongono delle limitazioni temporali. Dunque, non più promozioni a sconto libero per 11 mesi l'anno, ma due periodi distinti di due mesi ciascuno. Direi che, rispetto a prima, il discorso cambia parecchio.

L'effetto di queste misure sarebbe quello di ridimensionare il potere dei grandi gruppi editoriali (gli unici che si possono permettere campagne massicce, con sconti pazzeschi) a favore dei medio-piccoli, e di agevolare i librai indipendenti, che potrebbero contare su una concorrenza senz'altro aggressiva, ma almeno più "facile" (d'obbligo le virgolette) affrontare.

Un primo passo per migliorare una legge orrenda, che comunque va in senso opposto a quanto è successo in Europa. Solo l'Inghilterra ha incentivato il libero mercato, e il risultato si è visto (si sta vedendo): piccole e grosse librerie messe in ginocchio dagli ipermercati. In Spagna, ad esempio, c’è il prezzo fisso, e la possibilità di effettuare uno sconto non superiore al 5%. In Germania e in Olanda non sono previsti sconti, mentre la Francia è storicamente famosa per una ferrea legge sul libro che tutela piccole librerie e case editrici.

Ma in un paese contraddistinto da concentrazioni editoriali che per dimensione e caratteri (è innegabile) sono forse uniche in Europa, le leggi di Francia, Spagna e Germania appaiono illusioni.

Foto: Flickr

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