La manomissione delle parole, di Gianrico Carofiglio

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La parola manomissione ha due significati...nel primo è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato) essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.

Il titolo del nuovo libro di Gianrico Carofiglio, e l'idea che vi sta dietro, ha un'origine davvero curiosa. Il brano da cui il testo prende spunto, infatti, era stato inserito dall'autore in un suo romanzo (Ragionevoli dubbi), e in particolare all'interno di un libro che l'avvocato Guerrieri comperava in una libreria.

Carofiglio spiega che molti lettori del romanzo avevano cercato, invano, quel libro inventato. Un libro inventato e funzionale al romanzo che però lui, nel tempo, ha sentito il bisogno di scrivere davvero. Curioso no?

Io personalmente non potevo non leggere un libro sul potere delle parole dopo aver amato La Bellezza e l'Inferno (e proprio al Potere delle parole Saviano ha dedicato la sua ultima opera, uscita per Einaudi).

Senza scomodare l'urlo di Nanni Moretti 'le parole sono importanti', Carofiglio ci ricorda, con una serie di bellissime e azzeccate citazioni, che a suo tempo già Orwell mostrava nei suoi saggi come “combattere contro il cattivo linguaggio significhi, anche, opporsi al declino della civiltà”. Una mancanza di proprietà di linguaggio per esprimere le proprie emozioni è il primo deficit che si riscontra in soggetti violenti o giovani problematici, ad esempio, continua.

“L'abbondanza, la ricchezza delle parole, è dunque una condizione di dominio sul reale: e diventa, inevitabilmente, strumento del potere politico”. In questo senso, un uguale accesso ad un'istruzione di qualità è ovviamente la prima arma della democrazia.

La lingua e il potere politico è ovviamente un nodo cruciale, in questo senso: ad esempio le ideologie totalitarie “solo di rado elaborano nuovi termini: molto più spesso saccheggiano e decompongono la lingua della comunità, manipolandola e usandola come un'arma”.

“Quando io uso una parola...questa significa esattamente quello che decido io...nè più né meno”
“Bisogna vedere” disse Alice “se lei può dare tanti significati diversi alle parole”
“Bisogna vedere” disse Humpty Dumpty (l'uovo di Alice attraverso lo specchio, ndr) “chi è che comanda...è tutto qua”.

Carofiglio cita esplicitamente frasi e spezzoni di discorsi dell'attuale Capo di Governo, di cui viene anche analizzato il ricorrente uso della parola 'vergogna' (riferita agli avversari), concetto che viene rovesciato nel suo opposto dall'autore, che scrive: 'provare vergogna è un fondamentale meccanismo di tutela della salute morale...può permettere a chi la prova di migliorare se stesso, di rifondarsi”.

E come 'manomettere' in senso positivo le parole giustizia, ribellione, bellezza, scelta, per rifondarle? Ognuna di queste parole viene sottoposta da Carofiglio a una 'rottura' del senso usuale che porti a una nuova attribuzione di significati tesa a rifondare il nostro pensiero e anche la realtà in cui agiamo.

Tutto dal presupposto, e dalla necessaria consapevolezza, che le parole sono azioni. Un po' come nelle formule giuridiche, come direbbero l'avvocato Guerrieri e il magistrato Carofiglio: “si fa qualcosa, dicendo qualcosa”.

G. Carofiglio
La manomissione delle parole
Rizzoli
13 euro

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