L'errore di Glover, di Nick Laird

L'ultima volta che David ha parlato con Ruth è stato un bel po' di tempo fa. È successo all'università; lei era la sua insegnante; David si era messo in testa di essere un artista, ma aveva scoperto di non esserlo e voleva dire a Ruth che avrebbe cambiato corso. Lo fece, e ognuno andò per la sua strada.

Adesso David ha trentacinque anni, qualche capello in meno e alcuni chili di troppo, condivide il suo appartamento con un certo James Glover - molto più in forma di David -, e ora è lui a insegnare, mentre Ruth è diventata un'artista molto apprezzata da critici e galleristi. È a una sua mostra che David la rivede, per niente cambiata, o invecchiata; anzi, ancora più affascinante.

Quando cominciano a vedersi, David inizia a nutrire speranze e sentimenti, ma Ruth finisce per perdere la testa per Glover. David non condivide, naturalmente, e questo sentimento monta a tal punto da trasformarsi in un unico desiderio: far sì che questa storia tra James e Ruth non abbia seguito.

Queste le premesse del secondo e gustoso romanzo di Nick Laird, L'errore di Glover, appena uscito per i tipi di minimum fax. Una storia che affronta temi (classici) come l'invidia e la gelosia, che per David risulteranno corrosivi in maniera definitiva, ambientata in un contesto spesso ipocrita e inarrivabile per i più.

Certo, messa così sembrerebbe una storia tragica, e in effetti per alcuni aspetti lo è, ma Nick Laird ha un modo di raccontare leggero, spedito e carico di ironia che non ha paura di sfociare nella commedia e che fa di David un personaggio complesso, detestabile per alcuni aspetti eppure insopportabilmente amabile.

Nick Laird
L'errore di Glover
Traduzione di Federica Aceto
Pagine 305
Euro 16,50

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