Sono usciti da Bompiani i presunti diari di Mussolini

diari di Mussolini Non so, quest'operazione mi mette molti dubbi. Perché pubblicare questi diari se non si è affatto certi della loro autenticità? Da pochi giorni, infatti, è uscito il primo dei cinque volumi (corrispondenti ai cinque diari) dei diari di Mussolini, con un sottotitolo che è tutto un programma: "Veri o presunti". Ero curioso di leggere l'introduzione, di sapere come sono stati presentati questi appunti che negli ultimi anni hanno fatto tanto parlare, e i miei dubbi non hanno fatto altro che accrescere.

Già nella seconda pagina (siamo nella sezione "Nota editoriale") l'editore si dichiara consapevole di non essere sicuro della loro autenticità. E passi. Nell'introduzione si ricostruisce la storia di questi diari (provenienti, a quanto pare, da Maurizio Bianchi, figlio di Lorenzo, uno dei combattenti che arrestò Mussolini), e subito si sprofonda in una serie di "Non si può accertare", di "mancando l'evidenza documentaria" e simili, per arrivare subito (e siamo alla terza pagina dell'introduzione) a un illuminante "di sicuro".

Peccato che il testo reciti:

Di sicuro, a oggi, non è stato possibile condurre una perizia compiuta sul complesso originale dei quaderni di cui qui è presentata l'annata 1939. [...] Un'indagine a tutto campo - ovvero studiando congiuntamente la congruenza storica dei testi e la compatibilità chimico-fisica di carta e inchiostri assieme all'accertamento sull'originalità della scrittura - non è stata ancora fatta.

A seguire, una sfilza di pareri sull'autenticità del testo. Non so, ma vivo io fuori dal mondo se in tutta questa faccenda ci vedo un che di grottesco e di poco raffinato (per non dire altro)? Possibile che si proponga al lettore un testo che, potenzialmente, potrebbe costituire un documento eccezionale, senza prima condurre un'indagine seria sulla sua autenticità? Un testo che potrebbe rivelare grandi retroscena della politica italiana o, al contrario, essere figlio di un borgesiano ubriaco?

Insomma, non stiamo parlando di un testo qualsiasi, ma dei diari che Mussolini potrebbe aver steso (anche se questa circostanza sembrerebbe appurata) durante un periodo tragico della storia italiana... Questo libro potrebbe contenere verità importanti, potrebbe riscrivere la storia, e noi lo pubblichiamo con una serie di "non è sicuro", "non è certo", etc?

Mi sorprende questa operazione, perché Bompiani ha una grande tradizione saggistica. Ma questa pubblicazione è più pericolosa di quello che possa sembrare, secondo me. Perché l'atto stesso della pubblicazione li consegna alla storia, sembra sancire la loro autenticità. Il rischio è che in fondo, da questo momento in poi, non sia più così interessante sapere se questi diari siano veri o falsi. Ci sono, eccoli lì, nero su bianco.

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