Ritratto di gruppo con assenza, di Luis Sepúlveda. Un altro punto di vista

Ritratto di gruppo con assenza, di Luis Sepúlveda

È l'amore – per il suo popolo, per la cultura, per i libri, per chi soffre, per gli animali, per l'umanità, per… – che si respira nel leggere l'ultimo libro di Luis Sepúlveda dal titolo Ritratto di gruppo con assenza, edito in questi giorni da Guanda.

Ventiquattro racconti, più il primo che dà il titolo alla raccolta, compongono questo libro – di cui su Booksblog vi abbiamo già parlato – permettono di apprezzare il gusto per le storie (perché, come scrive Sepúlveda, “a tutti piace raccontare storie”) e, soprattutto, hanno il pregio di aiutare a riflettere. Non è detto, infatti, che tutti i libri (e gli autori) sappiano parlare al cuore del lettore e fargli guardare la realtà in un modo diverso. Spesso ci troviamo dinanzi a testi che sono puro esercizio di stile, ad altri che sono insignificanti e altri ancora semplicemente banali o brutti. Ritratto di gruppo con assenza, invece, riscalda il cuore e proprio quell'assenza, annunciata fin da subito, è compagna di tutta la lettura e non si può fare a meno di tornare con la mente all'assente e al perché non ci sia più. La lettura, quindi, si carica di nuovo significato a seconda di chi legge: ed è forse questo uno dei pregi maggiori di questa raccolta.

Dicevamo dell'amore per la cultura e per i libri. Uno degli squarci più belli, a mio vedere, è costituito dall'aneddoto Libri:

Apro la porta e vedo un ragazzo [...]. Subito spiega che non vuole né soldi né cibo, ma libri, perché nel suo quartiere stanno creando una biblioteca [...]. Con lui se ne vanno L'armata a cavallo di Isaak Babel', un romanzo di Andrea Camilleri, Il ladro di merendine, un altro di Alfonso Mateo-Sagasta, Ladri di inchiostro, e un paio di libri miei. Lo guardo allontanarsi sicuro e deciso. [...]
“Ma… stai piangendo?” domanda la mia compagna.
“Certo, piango perché non tutto è perduto” le rispondo.

Non tutto è perduto: viene da sorridere con un sorriso amaro se si confronta la storia di questo ragazzo, con quella dal titolo Un vecchio che non mi piace, che è

un italiano che ha rimpiazzato la serenità normalmente concessa dagli anni con un libertinaggio smisurato.

Leggete il libro per capire di chi si parla (non è difficile indovinare...). L'assenza (di legalità, di giustizia, di rispetto, di cultura, di…) diventa qualcosa che fa male, anche per chi, come noi, spesso cerca nei libri un mondo migliore.

Luis Sepúlveda
Ritratto di gruppo con assenza
traduzione di Ilide Carmigani
Guanda, 2010
ISBN 978-88-6088-584-5
pp. 157, euro 16

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