"Gli impresentabili" di Satisfiction: i libri che nessuno ha voluto

libri impilati in bianco e nero Avete presente le centinaia di manoscritti che ogni giorno vengono scartati dalle case editrici perché poco accattivanti, con trama troppo contorta, linguaggio banale, o stereotipato, dialoghi deboli e altre valide motivazioni? Da oggi trovano un porto franco nella nuova realtà editoriale di Satisfiction di cui vi avevamo già dato notizia.

Gianpaolo Serino, fondatore della prima free-press letteraria italiana e ora direttore editoriale della neonata casa editrice, si propone infatti di pubblicare quei testi che nessuno ha voluto a cominciare da un fantomatico libro di Schiavone-Sandokan che "potrebbe essere una perfetta strenna di Natale 2011". Si tratta della risposta a una provocazione lanciata da Roberto Benigni nel corso della prima puntata di "Vieni via con me", in cui suggeriva a Schiavone di reagire a Saviano scrivendo un libro piuttosto che con una minaccia di morte. "Noi crediamo nel linguaggio - ha raccontato Serino ad Affari italiani - e riteniamo che il 'punto di vista' di Schiavone-Sandokan, e la sua 'lingua' possano davvero introdurre nel dibattito odierno, al di là di ogni moralismo retorico, una 'realtà' che sarebbe da ignoranti lasciarsi sfuggire"

Il primo titolo della collana "Gli impresentabili" è di un autore di Sondrio il cui nome resta ancora segreto: "Trama e scrittura sono talmente tristi - dice ancora Serino - che il libro diventa godibilissimo. Ad ogni pagina ti chiedi se potrà peggiorare. E non ti delude mai. Peggiora sempre." Ma, mi chiedo, si può davvero pubblicare un libro solo per vedere "dove vuole andare a parare" e di quanto può superare il limite di sopportazione della bruttezza letteraria?

Via | Affari italiani
Foto | Flickr

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