Minzulpop, di Hari Seldon

Minzulpop, di Hari SeldonDue sono gli elementi che catturano subito l'attenzione nell'avere tra le mani il libro Minzulpop edito da pochi giorni da Nutrimenti. Il primo è costituito dalla copertina in cui, in una specie di moderna vetrata, devoti corifei (Emilio Fede, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri, il supplice Sandro Bondi, Maurizio Gasparri – che arringa il popolo –, Daniela Santanché, Daniele Capezzone - che fissa chi lo guarda –, Paolo Bonaiuti – che pende dalle labbra per portare la voce di chi sappiamo) tessono le lodi della divinità (non presente sulla vetrata, ma onnipresente nella realtà) guidati dal maestro di cerimonie Augusto Minzolini che quasi esorta ad innalzare grida di giubilo.

L'altro elemento di interesse è costituito dal nome dell'autore: Hari Seldon. Figura centrale del Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov diviene un nome collettivo che riunisce “autori indipendenti, di generazioni diverse e storie professionali lontane fra loro”. Di Hari Seldon scrive Asimov ne L'altra faccia della spirale:

Il primo Impero Galattico era durato diecimila anni. Ogni essere umano aveva dimenticato che potesse esistere un altro tipo di governo. Tutti tranne Hari Seldon.

Minzulpop, di Hari Seldon

Con queste premesse si capisce bene che il libro mandato in libreria da Nutrimenti è un ritratto feroce, tagliente, a tratti sconsolante e a tratti umoristico ma sempre realistico della situazione in cui versa l'informazione italiana. Modello di questa epopea dell'informazione è Augusto Minzolini, il direttorissimo del Tg1, al quale è dedicata la prima parte della pubblicazione.

Si punta a rispondere ad alcune domande che l'opinione pubblica si pone: come diventa direttore del Tg1, cosa succede quando s'insedia, quali sono i contenuti che propone, che cosa potrà accadere nel prossimo futuro. Viene chiarito che anche i predecessori di Augusto avevano rapporti piuttosto stretti con il potere politico. Si dice pure che le debolezze del giornalismo italiano erano evidenti già prima del suo arrivo al potere. Il problema è che lui porta alle estreme conseguenza la malattia, sta facendo morire il malato.

Minzulpop, però, non parla solo di Augusto Minzolini ma da lui parte per allargare lo sguardo: ecco la seconda parte del libro titolata L'orchestra:

dove si parla dei volti storici (ma sempre attivi) del berlusconismo, televisivo, dei centomila portavoce del Cavaliere che ogni giorno affollano gli schermi tv, della “politica del fare” che è il cemento ideologico della squadra, dei duri che non vogliono fare prigionieri, degli inventori che escogitano astuzie e trovate utili a occupare la scena mediatica, a impedire che si parli di questioni più serie.

Un consiglio: leggete questo libro quando siete un po' su di morale che, in caso contrario, la tristezza dell'italica situazione potrebbe avere il sopravvento. Se ciò dovesse accadere, lasciatevi strappare un sorriso dalle epigrafi dei singoli capitoli: citazioni di varia natura che hanno un che di geniale che sono la chiave di lettura di tutto il testo. E confidate nel futuro, come farebbe Hari Seldon.

È soprattutto il web che sta rompendo il giocattolo. La partita è generazionale, ma internet e i blog, e poi iPhone e iPad, Google, YouTube e Android ci portano verso un'epoca che taglia fuori Berlusconi e con lui i Fede, i Vespa e i direttorissimi di ogni genere.

Hari Seldon
Minzulpop
Nutrimenti, 2010
ISBN 978-88-95842-83-7
pp. 224, euro 14

  • shares
  • Mail