Il profumo dei libri cartacei e quello degli eBook

Il profumo dei libri e il profumo della plastica

Una delle affermazioni che spesso vengono utilizzate dai “detrattori” degli eBook è che nulla potrà sostituire l'odore del libro cartaceo. Sarà che mi sembra una scusa buttata a caso, sarà che da anni frequento le tipografie e di odore non c'è traccia (e invece onnipresenza nuance di inchiostri, acidi, colle, plastiche oltre al rumore delle macchine), sarà che se si entra in una libreria appena aperta quello che si percepisce non è un odore buono, ma cattivo, mi chiedo: ma veramente si vuole addurre “il profumo” come motivazione per non leggere gli eBook? Per quel che mi riguarda concordo in pieno con quanto ha scritto Andrea Beggi sul suo FriendFeed:

L'odore della plastica, la sensazione unica che dona il touch screen quando lo sfogli con le dita, la trepidazione e il leggero senso di ansia per la batteria che sta finendo, che ti fanno apprezzare ancora di più ciò che stai leggendo. Sono un sentimentale: questi libri di carta non hanno un futuro, secondo me.

Non so a voi, ma quando leggo un libro l'ultimo mio pensiero va al suo profumo: potrebbe anche odorare di buono, ma se è scritto male e stampato peggio non è che serva poi a molto. E c'è chi, per ovviare all'annoso problema degli eBook che non odorano, ha creato lo spray al profumo di libri, così pare che si stia leggendo un libro vero.

Se – memori di Patrick Süskind che definisce fugace il regno degli odori – la smettessimo con tante stupidaggini e iniziassimo davvero a leggere, certi problemi non ce li porremmo.

Foto | Flickr

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