Arundhati Roy rischia il carcere e Kuki Gallmann lotta per gli elefanti

kuki gallmann

Mi ha colpito molto la testimonianza di Kuki Gallman (qui la videointervista) in cui l'autrice di Sognavo l'Africa parla della sua battaglia contro l'uccisione degli elefanti africani, l'ultimo cosa in cui vuole impegnarsi per dare senso alla sua vita, vuota dopo la morte di suo figlio Emanuele.

Allo stesso tempo, un'altra scrittrice, Arundhati Roy (suo il bellissimo Il dio delle piccole cose) rischia addirittura il carcere, perchè ha pubblicamente sostenuto che il Kashmir non appartiene all'India. Il reato che si configura è quello di sedizione. In questi casi la pena può arrivare anche a tramutarsi in ergastolo.

Notizie che dimostrano che evidentemente ci sono scrittori che riescono a dire la loro, lontano dalla pagina scritta, con coraggio, senza timore di abbandonare torri d'avorio e di schierarsi per grandi temi ambientali. E, a volte, come nel caso di Roy, politicamente. C'è uno scrittore o una scrittrice di cui avete ammirato le prese di posizione? Io ovviamente penso a Saviano (che si dichiara comunque lontano dagli schieramenti dell'agone politico). Voi? E pensate che sia giusto che gli scrittori 'dicano la loro'? E soprattutto, pensate che riescano in qualche modo a 'cambiare le cose'?

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