Ebook e diritti d'autore: i rischi del libro digitale

Ebook e diritti d'autore: i rischi del libro digitale Molti si stanno interrogando sui rischi che il libro digitale comporta. Come è logico che sia, autori ed editori (ma non solo!) stanno studiando il metodo migliore per evitare che chi acquista degli ebook possa farne delle copie da girare/vendere ad amici e conoscenti.

Insomma, è il vecchio problema del copyright, che con la nascita del formato audio .mp3 ha messo in ginocchio il settore discografico. Per gli ebook è stato messo a punto un metodo per proteggere il file: il sistema DMR (Digital Restrictions Management). In sostanza si tratta di un algoritmo che limita la libera diffusione del vostro ebook.

Direi che si tratta di un sistema tutto da mettere a punto, e per due ragioni: innanzitutto per le sue limitazioni, che travalicano la necessità di tutelare il diritto d'autore. Se scarico l'ebook sul mio pc, ad esempio, non potrò proseguire la lettura quando sono in viaggio, perché mi sarà impossibile trasferire il file su un qualsiasi altro dispositivo portatile. Ma c'è un'altra ragione per cui si tratta di un sistema da rivedere.

Come ha denunciato Luigi Orlotti, giovane editor della Bompiani, il sistema è facilmente aggirabile. Lui, infatti (che di mestiere non fa l'informatico, tra parentesi) è riuscito a decriptare diversi file epub acquistati su Internet. Insomma, questo metodo, come quasi tutti i suoi omologhi informatici, può essere aggirato piuttosto facilmente.

Ciò comporterebbe per il sistema librario lo stesso scenario che negli ultimi anni si è profilato per nel mondo discografico: la vecchia pirateria. Come fare a tutelare veramente il copyright? Probabilmente abbattendo i prezzi. La tendenza degli editori parrebbe quella di vendere gli ebook (quanto meno le novità) al 70-80% del prezzo di copertina. Una cifra ingiustificabile, contando che l'editore non ha più costi di magazzino e di carta.

La soluzione, forse, sarebbe proprio l'abbattimento dei prezzi. Cioè: non una svendita, ma un prezzo più ragionevole. Perché, come tutti sanno, con le proibizioni non si è mai ottenuto nulla.

Foto: Flickr
Via: Affari Italiani

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