Gli italiani non leggono, ma il numero di imprese editoriali cresce

radio3 Allora: due sono le ipotesi. O il fatto che gli italiani siano un popolo poco 'acculturato' è un vuoto luogo comune che continuiamo a ripetere per inerzia, o è davvero così, e gli imprenditori dell'editoria stanno prendendo un gigantesco abbaglio.

Visto che la seconda mi sembra improbabile, dati i business plan e le analisi di mercato che sempre precedono l'avvio di un'avventura economica, la notizia che sto per darvi appare confortante. Allora: rispetto al 2009, l'editoria libraria è in crescita (+2.3%).

Il settore connesso alla produzione culturale sembra godere di buona salute, complessivamente. In aumento il numero trasmissioni radiofoniche (+71,4%), attività di programmazione e trasmissioni tv (+64,1%), editoria musicale (+10,5%), attività artistiche e di intrattenimento (+2,8%).

I dati emergono da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati registro imprese al II trimestre 2009 e 2010. La città più 'creativa' è Milano (ospita il 10% di tali attività), superando Roma (6,9%) e Torino (circa il 5%) e Napoli (circa il 3%).

Dati che fanno ben sperare, soprattutto che si pensa che in realtà il comparto 'creativo' rimane stabile (7% delle attività produttive nazionali totali) rispetto allo scorso anno. Significa che in questo 2010 si sta 'investendo' in misura maggiore in imprese di editoria libraria, informazione culturale, attività artistiche.

I lettori, ascoltatori, spettatori italiani 'intelligenti' ci sono, evidentemente, e stanno aumentando. O semplicemente, in tempi di 'crisi', decidono di non mollare i consumi culturali, anzi, li incrementano.

Via | BusinessGentlemen

Foto | Flickr

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