Passione copertine: un bel blog dedicato alla grafica editoriale

marietti" Tascabili impreziositi da una copertina rigida dai bordi arrotondati, capace di veicolare la sensazione dell’effimera protezione del cartone grezzo". Questa la descrizione delle copertine della mitica casa editrice Mattioli 1885, da parte di un 'degustatore' di grafica editoriale.

Leggete che bella anche questa descrizione della copertina di "La notte in cui morirono gli autobus" (e/o): "Il blu pastello dello sfondo richiama alla mente una notte di sogni e di giochi dove piovono autobus anni sessanta. Le vetture sembrano giocattoli eppure mantengono qualcosa di inquietante che il tratto pastello non conforta".

Io, con la mia fissa per le copertine (in effetti l'elemento fondamentale per la buona vendita di un libro) mi ci sono appassionata.

"Fra le case editrici che curano con più attenzione la materialità e l'aspetto del libro va sicuramente annoverata la Sellerio - mi dice l'autore, Giulio Passerini, specializzando in filologia moderna presso l'Università Cattolica di Milano - riescono a fare bei libri da sempre (alcuni poi bellissimi come ad esempio L'affaire Moro di Sciascia) ed è ammirevole la coerenza con cui hanno portato avanti il loro progetto editoriale in tutti questi anni.

Fra gli editori più giovani invece?
"I ragazzi delle edizioni :duepunti stanno facendo un lavoro meraviglioso, e, per quanto mi riguarda, non hanno sbagliato un libro. Belle pure le edizioni di Minimum fax che hanno rispolverato un gusto per l'illustrazione d'autore che forse da troppo tempo mancava alla nostra editoria.

Copertine di editori italiani vs copertine editori europei: caratteri/impostazione specifici?
"I libri italiani sono a livello grafico sicuramente tra i più belli in Europa. E' un'impostazione culturale che affonda le radici nelle tradizioni più antiche della nostra penisola. A partire dal Cristianesimo (una delle grandi religioni del libro), passando per l'umanesimo, l'Italia ha sempre avuto ben presente il valore del libro".

Fermandoci solo al '900?
"Il libro d'artista ha conosciuto da noi uno sviluppo e una cultura che forse pochi altri paesi hanno vissuto; un approccio che sul nostro territorio, a differenza che altrove, non ha mai abbandonato il valore narrativo del libro, trasferendo spesso il racconto nella scelta e nelle relazioni fra i materiali. Insomma la commistione fra storia, arte e teorizzazione critica si è concentrata sul libro italiano con molta più forza che altrove rifluendo poi naturalmente, specie nella seconda metà del Novecento, nel mercato editoriale. Detto questo comunque bisogna dire che in tutta Europa la qualità grafica del libro è sempre molto curata".

Perchè la decisione di aprire questo blog?
"Il libro mi ha sempre affascinato in tutte le sue forme: dal contenuto, alla sua materialità, agli aspetti grafici ad esso legati. Aprire un blog è stata la naturale conseguenza di questa passione"

Giulio -originario di Palermo ma a Milano da 5 anni - al momento svolge uno stage presso l'università occupandosi dello studio e della catalogazione di fondi d'autore, collabora con un paio di testate online (Blogsicilia e Luuk Magazine) e, sempre con la Cattolica, sta coordinando l'organizzazione del Workshop del Master in editoria Engaging the reader.

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