Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta di Felice Muolo, per raccontare l'adozione

Felice Muolo è ormai una conoscenza di casa qui su Booksblog. Abbiamo avuto la fortuna di leggere e recensire tutti i suoi romanzi, apprezzandone stile di scrittura e capacità narrattive. E così oggi voglio segnalarvi la sua ultima "fatica", un libro dolce e spietato allo stesso tempo, perché narra le vicende, viste dallo sguardo di una bambina, di un'adozione.

Non aspettatevi il romanzo della disperazione e della crescita, "Quattro stracci, una rupia ed una bambola di cartapesta" è semplicemente un racconto, diviso in tre parti, in cui Pragasi, bambina indiana appena adottata, racconta la sua integrazione con la nuova famiglia. Un inserimento che passa dalla sensazione di essere "una ladra in Italia", alla convinzione che probabilmente i genitori volevano una bambina bianca ma ne hanno avuta una nera (ed il tentativo di diventare bianca con il borotalco...).

Le tre parti del racconto segnano anche le tre fasi della nuova vita di Pragasi: la prima dell'arrivo, timido, fatto di lingue diverse e abitudini diverse, la seconda del sogno, in cui una favola sognata fa capire alla bambina quanto sbagliate siano alcune sue paure e come affrontare il suo passato, la terza della consapevolezza, è il sancire di una nuova vita, della certezza di esser parte integrante della sua nuova famiglia, della scuola, del territorio, del suo gruppo di amiche.

Ennesima opera riuscita per il Muolo, che in questo lungo racconto però, lascia un po' da parte la lucida e rigorosa narrazione dei suoi precedenti romanzi per lasciarsi andare ad un'emozione vera e propria, come quella di un padre adottivo.

Felice Muolo
Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta
Fermenti
€ 11,00 - 78 p.

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