Perchè gli italiani non amano gli aforismi? Intervista a Fabrizio Caramagna

caramanga"Salve, gestisco un blog letterario poco conosciuto, anzi praticamente sconosciuto nonostante quasi un anno di attività. Tuttavia credo che sia il blog più autorevole sulla scrittura aforistica". Con questa presentazione via mail, Fabrizio Caramagna mi ha conquistato. L'ho trovata deliziosa. Mi è piaciuto molto anche il blog, molto ben fatto e curato: belle foto, testi lunghi e senza refusi, documentati (https://aforisticamente.wordpress.com/).

"Aforistica/mente", che è partito nel gennaio 2010, è infatti, secondo le parole del suo autore, "un blog che si occupa dell'aforisma contemporaneo in Italia e nel mondo con traduzioni, interviste, recensioni, analisi, news".

Caramagna, come nasce l'idea di aforisticamente? Ovvero: chi è lei, che formazione ha, da quanto si appassiona di aforismi?
“Sono uno studioso (non accademico) del genere aforistico e anche un appassionato bibliofilo. Da circa dieci anni raccolgo libri di aforismi in ogni angolo del mondo, cercandoli anche nelle librerie antiquarie. Sono anche uno scrittore di aforismi e recentemente ho pubblicato una raccolta intitolata Contagocce. Consultando i tantissimi blog letterari mi sono accorto che esistevano centinaia e centinaia di blog dedicati alla narrativa o alla poesia, ma non esisteva neanche un blog dedicato all'aforisma. Il blog Aforistica/mente nasce dal bisogno di colmare questa lacuna”.

Conosce altri appassionati del genere?
"Ho tradotto per la prima volta in Italia alcuni dei principali aforisti stranieri e ho fatto conoscere movimenti letterari del tutto sconosciuti come per esempio il Circolo aforistico di Belgrado. Sono in contatto epistolare con quasi tutti gli aforisti italiani contemporanei e con molti degli aforisti stranieri. Devo dire che lo scrittore di aforismi, anche quello più famoso, non è inavvicinabile e chiuso nella sua torre di avorio, ma al contrario è molto disponibile a rilasciare interviste e a colloquiare amabilmente via email. Forse per una sua naturale predisposizione verso l'ironia e la leggerezza".

Ha scritto che il genere degli aforismi era l'unico che mancava al Festival della Letteratura di Mantova.
“Il Festivaletteratura di Mantova è un evento letterario che non solo annovera tante firme prestigiose, ma ha anche una visione della letteratura a 360 gradi. C'è la narrativa e la poesia, ma c'è anche la filosofia o il fumetto o libro di viaggi. Ho scritto più volte alla loro segreteria per segnalare che mancava l'aforisma, ma finora non mi ha risposto nessuno. Un po' li capisco. Da parte degli addetti ai lavori (editori, recensori, accademici) c'è una percezione dell'aforisma come un "non genere letterario", una forma breve - talora una barzelletta - buona soltanto per una citazione”.

Insomma un genere 'svalutato'.
"Gli aforismi dell'attrice Mae West o dello scienziato Albert Einstein o del politico Churchill o dell'allenatore Mourinho (tutte persone che in vita loro non hanno mai scritto un libro di aforismi) vengono messi sullo stesso piano degli aforismi di autori "colti" come Stanislaw Lec o Elias Canetti o La Rochefoucauld. A creare questo "minestrone" hanno contribuito anche alcune antologie aforistiche di successo. Se poi guardo sul web quelli che io chiamo i "citazionari" (dei veri e propri contenitori di migliaia di aforismi), molto spesso l'aforisma è senza autore oppure viene attribuito ad autori differenti da quelli che l'hanno scritto. In un mio articolo parlo di una "perdita dell'autore". Non importa chi ha scritto l'aforisma e quando l'ha scritto, importa che l'aforisma soddisfi i nostri cinque minuti di saggezza o di ironia”.

Come mai in Italia esiste, secondo lei, una scarsa propensione alla scrittura aforistica?
“Su 60.000 titoli pubblicati ogni anno solo una ventina riguardano libri di aforismi, e per la maggior parte sono antologie di pensieri sulla felicità, l'amicizia, il matrimonio, etc. Pesa sull'immagine dello scrittore di aforismi il rimprovero di non essere capace di scrivere in un genere più ampio e continuo. Chi scrive aforismi viene visto come uno scrittore debole che si rifugia nella facilità e nella povertà di un pensiero che non riesce ad acquistare spessore. L'aforisma viene visto come una saggezza in pillole, una filosofia in telegrammi. Come scrive un aforista "Quando non si è capaci di far niente, si scrive un aforisma"

Grandi aforisti 'puri' italiani del passato?“L'aforista puro, cioè lo scrittore che in vita sua ha pubblicato solo libri aforismi, quasi non esiste. Lo stesso Flaiano era in primis un narratore, un giornalista e uno sceneggiatore. La maggior parte dei suoi aforismi sono stati pubblicati postumi. Se poi guardiamo l'aforisma non dal punto di vista dello scrittore, ma del lettore, questi vede nel libro di aforismi un oggetto da consultare, ma non da leggere. Il libro di aforismi deve essere "servile", cioè deve servire per trovare una citazione finalizzata a scrivere una lettera d'amore o ad esibire una battuta intelligente. Questo spiega il successo delle antologie aforistiche per tematiche e la scarsa propensione a leggere un libro di aforismi di un singolo autore”.

E all'estero invece?
"All'estero la percezione dell'aforisma può essere invece molto diversa. Per citare un esempio, in Serbia esiste uno dei più importanti movimenti letterari del mondo - Il Circolo Aforistico di Belgrado - che riunisce intorno a sè centinaia di aforisti con manifestazioni, eventi alla radio, premi letterari ed ampi spazio sulle riviste e sui giornali. Pensi che il mio blog aforistica/mente, che in Italia pochi conoscono, ha ricevuto a Belgrado il premio "Il cerchio d'oro" per la diffusione dell'aforisma. Quando nel mio blog scrivo un articolo sull'aforisma in Serbia, questo viene prontamente diffuso dalla loro principale agenzia di stampa. La Serbia ha avuto guerre civili, dittatura, iperinflazione, culto delle personalità e l'aforisma ha avuto una funziona terapeutica, è stato una specie di "psichiatra collettivo". Quando c'erano i cortei di protesta contro la dittatura e la guerra, sugli striscioni venivano messi bene in vista gli aforismi più belli dell'aforistica serba".

Esiste un autore (editore/intellettuale etc) che vedrebbe bene per rilanciare questo genere?
“Sono piuttosto scettico sul fatto che la grande editoria possa accorgersi dell'esistenza di alcuni autori contemporanei di aforismi. In un mio aforisma scrivo che "l'editore giudica la predica dal numero di offerte dei fedeli". Fuori dalla metafora, in questo momento l'editore sa che il genere che riceve dai lettori, cioè dai fedeli, più offerte di qualsiasi altro genere letterario è quello narrativo. Il paradosso è che si traducono centinaia di autori - talora mediocri - da ogni parte del mondo solo perchè hanno a che fare con la narrativa. Ma non si traducono scrittori davvero geniali di altri generi letterari, tra cui l'aforisma. Per rilanciare l'aforisma credo piuttosto in iniziative al di fuori dell'ambito della grande editoria”.

Ad esempio?
“In Finlandia, la Associazione aforistica finlandese in collaborazione con il comune di Helsinki ha tappezzato la metropolitana della città di aforismi di autori finlandesi contemporanei (sottolineo la parola "autori", cioè scrittori di libri di aforismi). L'iniziativa -come tante altre promosse dall'associazione aforistica finlandese, come ad esempio l'aforisma nelle scuole, concorsi aforistici a tema, spazi aforistici nelle librerie, una biblioteca aforistica accessibile al pubblico, etc - potrebbe essere replicata in Italia”.

In Italia esistono iniziative del genere?“Per sensibilizzare il mondo letterario sull'esistenza e soprattutto sull'identità dell'aforisma come genere letterario, è stato istituto in Italia nel 2008 il Premio Torino in sintesi, che quest'anno è arrivato alla seconda edizione. Nel paese dei 2000 premi letterari, è l'unico premio letterario dedicato all'aforisma e può vantare al suo interno un comitato di tutto prestigio, con la Presidenza onoraria affidata alla poetessa e scrittrice di aforismi Maria Luisa Spaziani. La funzione del Premio Torino in sintesi è quella di far uscire allo scoperto scrittori condannati alla macchia e di poter dire a tutto il mondo: "Guardate che esiste anche l'aforisma!". Certo un premio non basta, se poi i giornali nei loro inserti culturali continuano a non dedicare neanche una riga al genere.

Secondo lei questo è un genere che non ha il pubblico che si meriterebbe, quindi.
“Gli editori sono troppo impegnati a scovare l'ultimo thriller (meglio se scandinavo) e a lanciare un romanzo (meglio se a scriverlo è un esordiente) per occuparsi del genere aforistico. Forse pochi lo sanno, i Pensieri spettinati del polacco Stanislaw Lec (credo il più importante libro di aforismi, tanto che persino Umberto Eco nella prefazione scrive che è uno dei libri che porterebbe in un'isola deserta) è da tempo fuori catalogo. E' come se, per fare un paragone con la poesia, il lettore italiano non trovasse più in libreria "I fiori del male" di Charles Baudelaire”.

Ci consiglia qualche bello - e 'nutriente' per lo spirito - libro di aforismi (non solo italiano) da leggere?
“Potrei consigliare diversi libri di scrittori contemporanei di aforismi. Il problema è che in Italia non sono stati tradotti da nessuna parte, neanche nelle riviste! Per chi conosce l'inglese, potrei consigliare il libro dell'aforista e poeta scozzese Don Paterson "Best Thought, Worst Thought. Aphorisms On Art, Sex, Work and Death" uscito nel 2008 o il libro dell'aforista di origine egiziana, ma residente in America, Yahia Lababidi, Signposts to Elsewereuscito nel 2007. Mi piace molto anche lo scrittore rumeno Valeriu Butulescu (l'unico che è stato tradotto in Italia, ma essendo stato tradotto in 40 lingue non poteva essere diversamente). Sono in contatto con lui e sto traducendo una serie di aforismi inediti. Ma il panorama dell'aforisma mondiale è davvero ricco. Come dicevo prima ci sono gli aforisti serbi, ma anche in Finlandia (che io definisco "la terra dei mille laghi e dei mille aforisti") ci sono autori importanti. Per chi vuole conoscere questi autori posso rimandare al mio blog dove ho tradotto e continuo a tradurre molti autori contemporanei di tutto il mondo, curando una scheda critica e una selezione dei loro aforismi.

Aforisti italiani contemporanei, invece?
“Per quanto riguarda l'aforisma italiano contemporaneo, ci sono molti autori validi, da Antonio Castronuovo a Beno Fignon (ahimè recentemente scomparso), da Alberto Casiraghy a Dino Basili, da Mario Andrea Rigoni a Francesco Burdin. L'elenco di autori potrebbe essere davvero lungo. Il fatto che alcuni come Guido Ceronetti e Alda Merini abbiano avuto maggiore visibilità editoriale, non significa che gli altri siano di minor qualità. Anzi. Dovendo consigliarne uno, consiglierei un classico come Ennio Flaiano "Diario degli errori" e un autore che ha pubblicato recentemente e che ha vinto il Premio Torino in sintesi 2010 nella sezione editi, Mauro Parrini con la raccolta "A mani alzate".

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