Anteprima Booksblog: La maledizione della brava ragazza, di Rachel Simmons

simmons Avete mai l'impressione di non riuscire a 'emergere' nei contesti che vivete ogni giorno? Di essere apprezzate perchè sapete esattamente cosa dire e a chi dirlo, avendo però nel frattempo messo a tacere una parte - meno 'gradevole'- di voi?

Tranquille, probabilmente siete semplicemente delle 'brave ragazze' che iniziano a sentirsi troppo strette nei propri 'raggianti sorrisi'.

Secondo Rachel Simmons, infatti, essere una 'brava ragazza' può diventare la rovina di molte. Ma non per motivi superficiali (non si tratta di non 'sapersi divertire' abbastanza o di non avere successo con i ragazzi, ad esempio), piuttosto dal punto di vista emotivo e della qualità dei rapporti con gli altri.

“Non c'è niente di sbagliato nell'essere una persona gentile – spiega l'autrice – ma le ragazze devono avere gli strumenti per dire di no, per chiedere ciò di cui hanno bisogno e per dire quello che pensano”.

Mi sono divertita a leggere i concetti collegati allo stereotipo della brava ragazza e di quella cattiva, ovvero da una parte: corretta, educata, entusiasta, segue le regole, non si arrabbia, rispettosa, fidanzata (?!) fa tutto bene. Dall'altra: capelli tinti, insolente, braccialetti di gomma, al centro dell'attenzione, parla a voce alta, dice quello che pensa (!).

La pressione del giudizio degli altri è evidente da quello che spiegano alcune ragazze nel libro. “Ogni volta che litigo con qualcuno – dice una ragazza delle medie – per me è come se litigassi con venti persone insieme...se sei str...con un'altra ragazza o la ferisci in quache modo, la cosa arriva alle tue amiche e allora finisce che ti dicono: “Perchè hai fatto la str...”

Quindi si sceglie di improntare i rapporti su 'supposizioni', preferendo evitare domande dirette o richieste di chiarimento sui comportamenti degli altri.

“Le supposizioni sono manovre da brava ragazza, che forniscono un modo per evitare difficili domande che potrebbero portare al conflitto. In pratica sono sintomo di passività al'interno di una relazione, e impediscono alle ragazze di elaborare le relazioni”.

Da qui nasce un'altra conseguenza interessante: “La convinzione che una vera amica debba essere capace di leggere nel pensiero, profondamente radicata nelle aspettative che le ragazze hanno nei confronti di una relazione”.

E invece “lanciare segnali è un gesto da brava ragazza che privilegia la 'gentilezza' a discapito di una piena espressione di sé. Permette alle ragazze di evitare di fare propri i pensieri e i sentimenti più difficili”.

Cosa vogliamo poi controbattere all'idea che “è tipico delle ragazze esagerare con le scuse, abusando spesso del 'mi dispiace' come strumento da brava ragazza per evitare conflitti o salvare una reputazione?”

Tutto nasce dall'idea che 'se faccio uno sbaglio, deludo per forza qualcuno e...smetterò di piacergli”.

Il libro vede la 'maledizione' radicata soprattutto nella delicata età della preadolescenza (le ragazze che raccontano le proprie esperienze frequentano le nostre 'medie') ma è interessante anche per le più grandicelle interrogarsi sugli involontari 'strascichi' di questo modello che probabilmente ci si porta dietro anche in età avanzata.

Simmons, con pragmatismo anglosassone, spiega quindi qualche bel rimediuccio . 'diventare la migliore amica di se stessa', ad esempio, e si concentra su cosa possano fare le madri per le proprie figlie. “Rimediucci” da ripetersi quando eventualmente ci si ritrovi con la paura – metaforicamente – di alzare la mano e di dire la propria davanti agli altri.

Il testo sarà in libreria a partire dal 21 settembre.

Rachel Simmons
La maledizione della brava ragazza
Nutrimenti ed.
16.50 euro

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