Storia di un giudice, di Francesco Cascini

cascini Ho letto Storia di un giudice (nel far west della 'ndrangheta) di Francesco Cascini, perchè mi ero innamorata di Solo per giustizia, di Raffaele Cantone (leggetelo, leggetelo, leggetelo). Il libro di Cascini è più smilzo, ma - vi assicuro - ugualmente bello e intenso.

Inizia tutto da quando il giovane Pm, agli ultimi posti della graduatoria del concorso, sa già di essere predestinato ad essere assegnato in qualcuno degli 'avamposti' della ndrangheta, che nessuno dei suoi colleghi di sicuro sceglierà.

Questo luogo è Locri, un posto bellissimo per i suoi tramonti sul mare, per la sua natura potente, con nelle vicinanze montagne che con il loro silenzio e la sensazione di 'chiusura' che trasmettono sembrano rispecchiare il clima che si respira in città, per chi ci arriva da lontano.

Un posto dove non cambia mai niente, dove vengono inviati i procuratori più giovani, che dopo un paio d'anni in media fanno domanda di trasferimento. Un posto in cui si accumulano le pratiche da sbrigare per anni, e prendere un caffè, appena arrivati, in un dato bar - notoriamente un'attività creata per il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite - può essere sconveniente, per un uomo di giustizia.

In Cascini si fa strada la frustrazione, il nervosissimo, un senso di impotenza, con l'idea di poter fare poco, pochissimo, per cambiare qualcosa. A un certo punto ad esempio sceglierà anche di indagare sul sistema delle proprietà terriere, dei prestanome della ndrangheta. Un'impresa impossibile - troppo capillare e radicato il sistema - sconsigliata dagli stessi colleghi.

Eppure, Cascini riuscirà a fare il proprio dovere, riuscirà in un certo senso a 'vincere' la sua sfida, perchè è uno che non cede, che non scende a patti, che non si fa intimidire. E soprattutto, uno che deciderà di restare anche quando sarà accettata la sua domanda di trasferimento, fatta tempo prima.

Per il resto, il racconto prosegue con la vita quotidiana nel paese, la villetta affittata sulla spiaggia, le relazioni con gli amici-colleghi. Appassionanti i vari casi di reati di cui Cascini dovrà occuparsi (di uno diverrà anche testimone, arrivando a temere per la propria incolumità) rimanendo spesso da solo a casa la sera a studiarsi le carte, sempre con la pressione addosso di non riuscire fino in fondo a incidere sulla realtà ostile che lo circonda.

Unico conforto, la presenza di carabinieri onesti e dal cuore largo, e i colleghi con i quali condividere il particolare stato d'animo che si prova a vivere in quel contesto difficile. E anche, a sorpresa, un nuovo amore.

Francesco Cascini
Storia di un giudice
Einaudi
15 euro

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