Fenomenologia delle fascette editoriali

Fenomenologia delle fascette editoriali Questo post non vuole essere propriamente una fenomenologia delle fascette editoriali. Semplicemente, oggi in libreria sono stato particolarmente colpito dalla stravaganza di una fascetta (la migliore che abbia mai visto nella mia vita), ho incominciato a guardarmi in giro e da questa breve perlustrazione è nato questo pseudocatalogo, passibile senz'altro di infiniti miglioramenti.

Una prima constatazione: se anche la casa editrice Adelphi, solitamente molto severa nell'aspetto, incomincia ad apporre le fascette sulle copertine dei libri (ed è successo in questi mesi con "Visera", il libro di Varlam Salamov), significa che il marketing si è veramente impadronito del mercato del libro. Ma non siamo qui per criticare o lamentare una situazione che di fatto esiste e che non può che procedere su questo binario. Noi ci limitiamo a registrare.

La fascetta più "nobile", la più essenziale, è naturalmente quella del vincitore del premio Strega: basta scrivere "Premio Strega" e l'anno, e il gioco è fatto. Dunque, la prima, vera, classe di fascette non è questa, ma quella che definirei "strillona". Le fascette strillone sono quelle che riportano il commento di un qualche più o meno famoso critico/giornalista. Uno dei maestri in Italia nello sfornare sparate è senz'altro Antonio d'Orrico ("Paolo Sorrentino ha inventato Tony Pagoda, un eroe del nostro tempo, il più grande personaggio della letteratura italiana contemporanea", si legge sulla fascetta di "Hanno tutti ragione"; o: "Sono bravi tutti a far girare un romanzo attorno a uno schianto di femmina. Solo Vitali ci riesce con una come la signorina Tecla Manzi"). Ma ce ne sono molte altre.

Questa è una delle categorie che annovera più esempi. Ultimamente anche Saviano ha fornito materiale per le fascette editoriali: "Leggere Varlam Salamov mi ha cambiato la vita" (su "Visera"), o "Helena Janeczek scrive un romanzo potentissimo... Montecassino diviene la guerra di tutti, il luogo da cui tutti veniamo" (sul bel "Le rondini di Montecassino") sono due delle due più recenti fascette firmate Saviano.

Poi ci sono le fascette contenutistiche, quelle che offrono un breve e solitamente efficace riassunto e/o definizione del libro ("Un romanzo-denuncia della violenza sulle donne. Un inno alla vita contro il virus degli amori infelici", si legge su "Il corpo non sbaglia" di Lidia Castellani, il primo libro di questa classe che mi è capitato sotto mano).

Poi ci sono quelle che spingono su 3 fondamentali parole: "più", "migliore", e "nuovo". Badateci, sono moltissime. Le fascette "più" sono quelle del tipo: "Uno dei libri più consigliati dai librai e più recensiti dal web. Miglior libro dell'anno per la più importanti riviste americane" (dalla fascetta de "La bambina nata due volte" di Carolina de Robertis). Generalmente offrono frasi vuote e non verificabili, e che spesso mirano al coinvolgimento emotivo del lettore (Del genere - invento - "Dopo questo libro non sarete più gli stessi").

Poi ci sono quelle fuorvianti. Non sono moltissime, e sono difficilmente riconoscibili se non si acquista il libro. Ad esempio, sulla fascetta di "Un tipo tranquillo" di Marco Vichi si legge: "Il nuovo romanzo del creatore del commissario Bordelli". Il che è anche vero, soltanto che in questo libro il protagonista non è il suo commissario, ma un tale "Mario Rossi" (si chiama proprio così). Lo scopo è evidente, e non richiede spiegazioni.

Poi ci sono quelle che lanciano le tirature o le copie vendute. Praticamente, questo genere di fascetta è il più diffuso. E tra queste, c'è la fascetta principe, la migliore, quella che per prima mi ha colpito nel mio giro in libreria. Sul libro di Anna Kanakis "Sei così mia quando dormi" potete leggere: "Due edizioni in un giorno".

Non pensavo che il giochino al rialzo delle tirature potesse arrivare a questo punto. Cos'è successo per giustificare un tale trionfo? Non credo che abbia venduto milioni di copie, questo libro. Quindi, o della prima edizione hanno stampato dieci copie per gli amici e dato l'entusiasmo ne hanno mandate in stampa altre migliaia, quello stesso giorno, o si tratta di una super frottola. Propendo per la seconda, ma spero di sbagliarmi, e nel caso chiedo preventivamente scusa. Ma si può arrivare a blandire il lettore in questo modo?

Foto: Flickr

  • shares
  • Mail