Perceber, di Leonardo Colombati

dyju Qualche mese fa è uscito, in un'edizione riveduta, ed economica, per i tipi di Fandango, un romanzo che in realtà uscì nel 2005 per Sironi, e che ha avuto molta fortuna, almeno presso la critica. Si tratta di Perceber, di Leonardo Colombati.

Raccontare per filo e per segno la trama di questo libro è piuttosto complicato, per il semplice fatto che risulta volutamente frammentata ma non per questo disorganizzata (non a caso è stato definito opus magnum); basti dire, come giustamente sottolinea Emanuele Trevi nell'introduzione, che ruota attorno a un fatto grave, assurdo eppure comico.

«Oggi, giovedì 6 luglio 2000, all'ora del Sole […] Romolo Carpi, attraversando viale Trastevere con gli occhi sul giornale e in mano un biglietto della lotteria, ha appena fatto in tempo a leggere “S'INDAGA SULL'INCENDIO DI OSTIA” quando si sono succeduti l'impatto, l'amputazione della gamba destra sotto la ruota di ferro, la perdita di conoscenza, il tavolo operatorio.»

Insieme a Romolo, altri due protagonisti principali: il giornalista Giovanni Migliore, e un giovanissimo medico, Luigi Dodo, e poi Antonio Baldini, ognuno di loro alle prese con la propria ossessione.

Questo, in parole povere, il centro gravitazionale che legittima il sottotitolo “romanzo eroicomico” riconducibile al poema eroicomico seicentesco (Tassoni e Pope) e attorno al quale gravitano non solo personaggi di pura fiction, ma anche personaggi storici come Alessandro Magno, Copernico, Mozart, Casanova, il marchese De Sade.

Senza contare tutti quei personaggi che incontriamo solo di passaggio (rabbini e statue parlanti, tanto per intenderci). E poi Roma, con i suoi rioni e le sue strade gravidi di Storia e di leggende.

Com'è altrettanto leggendaria la fondazione di Perceber (che appunto dà il titolo al romanzo), un paese «dove non esiste il silenzio»: «La fondazione di Perceber» racconta il professor Bologna a suo nipote Giovanni Migliore, «non ebbe carattere rituale. Asher (si tratta del cabalista Asher ben David, ndr), verso il 1230 […] partì verso il sud alla ricerca di un luogo adatto alla meditazione e allo studio».

Poco più avanti, è ancora il professor Bologna a chiarire subito alcuni aspetti. «Senza troppa convinzione, Asher prese a preparare rimedi chiamati segulloth […] Quel pazzo di Asher fece proseliti. Alcuni discepoli costrirono le prime capanne accanto alla dimora del Maestro: Percebr era nata». Tuttavia, il motivo per cui la città venne chiamata Perceber, la lascio al lettore, sicuro che di certo non si annoierà.

Allora, per chi non avesse ancora letto questo generosissimo ed enciclopedico libro che tenta di contenere tutto lo scibile umano (dalla Cabala al rock), di cosa parla Perceber? È lo stesso Colombati a spiegarlo nella postfazione, nella quale ripercorre anche la storia editoriale del libro: «Perceber è un romanzo-carillon il cui intento doveva essere né più né meno che quello di intrattenere il lettore, invitarlo a partecipare all'inganno per cui ogni racconto, all'interno, fosse percepito come nient'altro che un piccolo gioco di prestigio, un artificio, il vetrino colorato di una Lanterna Magica.»

Colombati Leonardo
Perceber. Romanzo eroicomico
€ 12,00
2010
800 pagg.
Fandango Libri (collana Fandango tascabili)

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