La mia storia - Marilyn Monroe

monroeIl 5 agosto cadeva l'anniversario della morte di Marilyn Monroe, avvenuta nel 1962. Dopo tutte le biografie e i libri su Marilyn Monroe, estimatori di Norma Jean, attenzione, è da poco uscita la traduzione italiana della sua autobiografia dal titolo La mia storia (Donzelli editore), titolo originale My Story, pubblicata per la prima volta negli States dodici anni dopo la sua morte, nel 1974. Inizialmente si trattava di un'operazione commerciale, suggerita all'attrice dal suo agente Charles Feldman; la Monroe non doveva far altro che raccontare scampoli e aneddoti della sua esistenza ad uno dei più grandi sceneggiatori degli anni '50, Ben Hecht, che con fare sapiente li avrebbe tramutati in un libro. Dico Norma Jean perchè è lei la vera protagonista; da queste pagine affiora inevitabilmente lo spettro della bambina abbandonata dal padre e trascurata dalla madre, che ha sofferto un'infanzia amara e priva di affetto, qualcosa che la seguirà sempre e comunque. Dagli esordi affamati e difficili nella già spietata Hollywood degli anni '40, affollata di creature troppo spesso avvilite e disposte a tutto, multiforme panorama di commedianti di ogni genere - anche fuori dai set - provenienti dagli angoli più sperduti delle province e delle campagne americane. Fino alla deflagrazione, al successo, dopo una serie di rifiuti e perplessità da alcuni megaproduttori del tempo che la consideravano addirittura non fotogenica; dopo un tempo interminabile vissuto tra i lunghi spostamenti per andare ai vari provini e poi le feste a cui assolutamente bisognava andare, perchè "esserci" era uno degli elementi determinanti nella carriera di un'attrice; dopo gli ultimi soldi nel portafoglio spesi in corsi di recitazione, di ballo, di storia dell'arte, finalmente Marilyn imbocca il canale giusto. Diventa una stella, tutti gli studios la vogliono, tutti i giornali ne parlano, tutti gli uomini la sognano. Ma non c'è bel vestito, o villa sontuosa, o marito che tenga, nei suoi occhi, sempre quel velo triste, quel rifiuto incontenibile della felicità. Il testo, scorrevole e avvincente, è corredato dalle intense foto di Milton H. Greene, il celebre fotografo che seppe cogliere, oltre che le mille sfumature della sua bellezza, anche lo spettro delle emozioni della mitica diva.

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