Passione libri: titoli curiosi, ironici, o poco originali?

titoli

“Non è mia figlia” e “Non è lui”. Insomma Sophie Hannah, deciditi prima di scrivere un altro libro! Ecco quello che mi è venuto da pensare leggendo casualmente in sequenza i titoli della detta autrice.

In effetti i titoli dei libri possono essere originali, sconcertanti, incomprensibili, a volte ridicoli o banali. Per antonomasia infatti il titolo è al centro della tensione inevitabile fra la volontà dell'autore e le strategie dell'editore: il titolo 'vende', come la copertina, ad esempio. Ed ecco allora che si creano misunderstanding e (non volute) ironie da cogliere.

Vi è mai capitata una cosa del genere? Un esempio fresco fresco: “Colazione da Socrate” (invece che 'da Tiffany', ovvio) di Robert Smith Rowland, editore Ponte alle Grazie, che promette di spiegarci la filosofia passo passo. E vi piace la rivisitazione del detto ad opera di Jane Green “Anno nuovo, uomo nuovo” (S&K editori)?. Aspetto altri esempi da voi.

Foto | Flickr

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