Aldo Busi rifiuta il Premio Bari e si dice offeso dell'inserimento nella cinquina finalista

Aldo Busi rifiuta il Premio Bari e si dice offeso dell'inserimento nella cinquina finalista

Si sa, l'Italia è il paese dei premi letterari (su quest'aspetto dell'essere italiani Sebastiano Vassalli ha delle pagine gustosissime): vincere un premio – sia lo Strega o quello della Sagra della Pagnotta – fa curriculum. Ma anche non vincerlo, quasi per parafrasare Nanni Moretti: “Mi si nota di più se vinco un premio o se non lo vinco?”.

Mi sembra gustosa, in quest'ottica, la decisione di Aldo Busi (che, volenti o nolenti, rimane un grande) di rifiutare il Premio Bari per il suo libro Aaa! Le motivazioni? Cediamo la parola a Busi:

È una cosa che mi offende profondamente. Voglio che il mio nome sia immediatamente ritirato. Per iscrivere un libro a un qualsiasi premio letterario ci vuole il consenso dello scrittore: io non ho alcuna intenzione di far partecipare il mio “Aaa!” ad alcun premio letterario di merda, tantomeno a uno che porta il nome di Tatarella, un fascista almirantiano con la cui memoria non voglio avere nulla a che vedere, sotto l’egida di gente come Pedullà, Bossi Fedrigotti e gli altri componenti di quel comitato catto-fascista che mi ha scelto. D’altronde, se fosse stato catto-comunista sarebbe stato identico il mio rifiuto. Mi sento molto insultato, non solo dal premio, ma dalla mia casa editrice, la Bompiani, che non mi ha consultato in merito. Ho già dato mandato ai miei legali di far cancellare il mio nome dai finalisti del premio.

Ma niente paura: la cinquina finalista è già ricomposta e al posto di Busi c'è Meccanica Celeste di Maurizio Maggiani, edito da Feltrinelli.

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