Scrittori in causa, sui diritti degli scrittori e delle scrittrici

macchina da scrivere e sullo sfondo foglio scritto a macchina

Mentre critica, intellettuali e penne celebri si affannano a demolire o salvare il premio Strega di cui stasera si conoscerà ufficialmente il vincitore, ai piani bassi del palazzo dell'editoria gli scrittori si uniscono e si scagliano con veemenza contro gli editori. Non tutti gli editori, è chiaro. Nel mirino ci sono quelli che propongono contratti capestri, che preparano rendiconti incomprensibili, che, insomma, "non perseguono comportamenti etici". Per ora l'agone di questa battaglia è un blog, in cui prendono la parola gli autori che hanno aderito all'iniziativa, non moltissimi ancora.

Alcuni, scrivono in un post gli scrittori in causa, non si sentono rappresentati, temono che l'appoggio a questa protesta possa essere scambiato per un attacco diretto alla propria casa editrice. L'invito che i promotori rivolgono agli scrittori è di essere solidali, perché, ricordano, "possiamo sposare cause anche se non ci sentiamo le vittime direttamente interessate."

Il problema, a mio avviso, in un ambiente in cui imperversa sempre più il fenomeno dell'editoria a pagamento, è che i pochi che riescono a pubblicare senza sborsare soldi dalle proprie tasche, si sentono già dei privilegiati e mai si sognerebbero di avere anche dei diritti. Alla base c'è molta disinformazione, soprattutto per ciò che riguarda i contratti e proprio su questo il blog vuole intervenire, fornendo agli scrittori strumenti per migliorare la propria condizione.

Foto | Flickr

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