E rimasero impuniti di Antonella Beccaria

E rimasero impuniti di Antonella BeccariaPer una di quelle strane situazioni che capitano nella vita, ricordo chiaramente l'annuncio della morte di Roberto Calvi dato dal tg. La cosa che mi è rimasta impressa è che il giornalista disse che era stato difficile riconoscere Calvi dal momento che sui documenti risultava un Gian aggiunto al nome e un ni al cognome, per cui alla fine risultava Gian Roberto Calvini. Nella mia testa di ragazzino aggiungevo un Gian al mio nome e un ni al mio cognome e non mi sembrava che nessuno mi riconoscesse... Così mi son fatto l'idea che ci fosse qualche altra cosa che complicasse la situazione.

Quest'altra cosa è ben evidenziata in E rimasero impuniti. Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche di Antonella Beccaria, edito per i tipi di Socialmente. A dire il vero, più che evidenziare qualche cosa, Antonella Beccaria traccia un quadro che fa riflettere sul periodo storico in cui visse Calvi e su quello successivo, cercando di mettere in luce le assurdità insite in tutta la situazione.

Scrive nella prefazione Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna:

Questo libro dimostra che c’è un livello di impunità tutt’altro che marginale in questo Paese. Il caso Calvi, presentato all’inizio come un suicidio al quale in pochi hanno creduto, si è delineato per quello che in realtà era: un omicidio. Un omicidio per il quale, però, non ci sono colpevoli, allo stato attuale, ma solo degli imputati, già assolti in primo grado […] Sembra che in questi anni la tecnica adottata, pur con roboanti proclami e annunci apocalittici e anche con numerosi omicidi e suicidi, sia quella di un approccio morbido al problema: un approccio fatto di insabbiamenti, mezze ammissioni, cambiamenti parziali, taglio dei rami secchi, abbandono dei personaggi più compromessi. Il tutto con l’obbiettivo chiaro e scolpito nella roccia: il sistema nel suo complesso deve continuare e ognuno deve fare la sua parte.

Non è un caso che in copertina del libro campeggi un ragno, ma senza ragnatela: anche a distanza di anni non è infatti possibile risalire a tutta la tela che è stata tessuta intorno a Calvi e ad altri nomi quali Flavio Carboni, Pipo Calò, Ernesto Diotallevi, Silvano Vittor. Per dirla con il giornalista Sandro Paternostro: “Siamo di fronte a un giallo veramente degno di Hitchcock”.

Un libro, quello di Antonella Beccaria, che si legge tutto d'un fiato. Ma, certamente, non è un libro che lascia tranquilli! Da notare, oltre alla bibliografia e sitografia, il prezioso indice dei nomi che permette di fare una lettura trasversale, qualora si volesse.

Antonella Beccaria
E rimasero impuniti. Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche
prefazione di Paolo Bolognesi
Socialmente, 2010
ISBN 978-88-95265-37-7
pp. 92, euro 12,00

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