Libri da ardere, di Amélie Nothomb

viso della scrittrice in una cornice Quale valore si può attribuire alla cultura quando la propria vita è in pericolo, costantemente minacciata da una guerra che sembra non finire mai? E' questo uno dei temi centrali della pièce di Amélie Nothomb, Libri da ardere, giunta alla quinta edizione nello scorso gennaio per le edizioni Robin. Tre personaggi si ritrovano chiusi in una stanza, mentre fuori la città è assediata dai "barbari", senza più alcun materiale per alimentare la stufa. Questo se si esclude una fornitissima libreria, piena appunto di "libri da ardere". A proporre la blasfema ipotesi è Marina, giovane studentessa, amante di Daniel, a sua volta assistente del Professore. La ragazza è ossessionata dal freddo, tanto da non riuscire ad avere altro pensiero se non quello di scaldarsi.

Dice Marina: "Leggo ogni frase con lentezza e circospezione e a ogni frase mi chiedo: C'è in questo soggetto, in questo verbo, in questo complemento, in questo avverbio, c'è qualcosa, qualsiasi cosa che valga una bella fiammata dentro una stufa? Il senso profondo (o supposto tale) di questa frase è più necessario alla mia vita di un grado in più dentro questa stanza?" I tre danzano una specie di ballo di morte in cui i bisogni più impellenti dell'essere umano mortificano l'anima lasciando degli scheletri disperati che cercano di aggrapparsi agli ultimi brandelli di vita rimasti. Egoismo, meschinità e cinismo sovrastano ogni valore precedente, mentre i protagonisti intraprendono una lunga disputa su quali siano i libri da salvare, o almeno da conservare più a lungo. Ed è proprio in questo ambito che le maschere cadono e le reali preferenze vengono fuori. Il Professore che per anni aveva sostenuto la validità di alcune opere si confessa rapito da un romanzetto per adolescenti.

L'impronta della scrittrice belga è ben evidente: la spregiudicatezza, l'intento provocatorio sono segni particolari delle sue opere e anche in questa scrittura teatrale ritroviamo la capacità di dare vita a personaggi graffianti e travolgenti. Amélie Nothomb non ha problemi a ridicolizzare certi ambienti accademici, né quegli intellettuali che si prendono troppo sul serio e lo fa mescolando tragedia e grande senso dell'ironia.

Libri da ardere
Amélie Nothomb
Robin Edizioni, 2010
€ 8,00

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