Armando Besio, l'Azzeccagarbugli, e un caso di onestà intellettuale

Armando Besio, l'Azzeccagarbugli, e un caso di onestà intellettuale Vi ricordate che, qualche tempo fa, "Il Giornale" aveva fatto un'inchiesta sul giornalismo culturale in Italia? Più che un'inchiesta, in realtà, era una denuncia: avevano notato che alcuni critici letterari recensivano, ogni mese, parecchi libri, per un totale di diverse centinaia (talvolta migliaia) di pagine. Contando che raramente un giornalista si occupa solo di libri, si erano chiesti: come è possibile per una persona leggere tutte quelle pagine e scrivere delle recensioni?

Questo articolo aveva semplicemente messo a nudo un meccanismo che, purtroppo, pare essere abbastanza consolidato, quello di recensire libri non letti (o appena sfogliati). Per fortuna ogni tanto arrivano segnali nella direzione opposta. Anche quest'anno, infatti, è stato istituito il premio letterario Azzeccagarbugli; non è il più popolare, certo, ma è un appuntamento piuttosto importante per gli amanti del genere giallo (e galassia affine).

Ebbene: Armando Besio, giornalista de "la Repubblica" è stato chiamato nella giuria a scegliere la cinquina finalista e, davanti a 57 libri da leggere e valutare in due mesi (quindi, più o meno, uno al giorno), ha rinunciato all'incarico, e con esso a un "gettone" da diverse migliaia di euro.

E' brutto che una scelta del genere faccia notizia, ma tant'è; dopo il caso del "giornalista" che si inventava le interviste, dobbiamo aspettarci di tutto. In ogni caso sorge spontanea una domanda: Besio ha rinunciato, ma gli altri giurati? Come faranno? E qui tacciamo.

Foto: Flickr

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