"Le mani sul Tg1" di Giulio Borrelli

"Le mani sul Tg1" di Giulio Borrelli Forse nessuno era più indicato di Giulio Borrelli, direttore del Tg1 tra il 1998 e il 2000 (ora corrispondente da New York), per cercare di mettere un po' di chiarezza sul telegiornale più seguito d'Italia, e che negli ultimi tempi è andato incontro a non poche polemiche.

Nel suo "Le mani sul Tg1" (Coniglio editore, 207 pagine, 14,50 euro) il giornalista ripercorre la storia del Tg, dal 1989, quando il direttore era Bruno Vespa, all'era Minzolini, quella in cui il telegiornale di riferimento degli italiani è andato incontro agli ascolti più bassi della sua storia recente (intorno al 27%, di contro a una media del 30%, con punte, sotto la direzione di Rossella, intorno al 33%)

E lo scenario che ne viene fuori è inquietante: piccole e grandi sopraffazioni che in parte già conoscevamo, ma che vengono spiegate (e narrate) da una prospettiva interna: da quando nel 2003, nel servizio dedicato all'apertura del semestre italiano di presidenza dell'unione europea, l'inviata Susanna Petruni mette a punto un servizio in cui censura il famoso commento di Berlusconi a un eurodeputato tedesco (la famosa frase: "la proporrò per il ruolo di kapò), alle recenti dimissioni di Maria Luisa Busi, storica conduttrice del tg.

Io, personalmente, non sapevo che prima che la direzione fosse affidata a Minzolini il nome più gettonato fosse quello di Maurizio Belpietro, storica firma de "Il Giornale" e ora direttore di "Libero". Ma non è l'unico dato interessante (o inquietante?) che emerge da questo libro di cui, presumibilmente, si parlerà molto.

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