Quanto guadagna uno scrittore?

Quanto guadagna uno scrittore?
Quante volte vi siete chiesti quanto guadagna uno scrittore? Io parecchie e ovviamente la sempiterna risposta che mi davo era: dipende, dipende da cosa scrive, dipende da quanto scrive, dipende da dove e da per chi scrive. insomma le solite ovvietà relativizzanti che alla fine non portano a nessuna risposta. Oggi però, leggendo un articolo di Massimiliano Parente su Il Giornale.it, intitolato Palanche d’autore "Ecco il mio 740", per la prima volta mi son fatto un'idea, seppur approssimativa e ancora legata a molti fisiologici "dipende", degli effettivi introiti di uno scrittore.

Nel suo articolo, in cui come al suo solito non le manda a dire, Parente separa nettamente due mondi, o meglio due modi di fare scrittura: da una parte quelli che scrivono "per vendere" e vendono "romanzeria a buon mercato", nel cui caso, quando il dio del caso e quello del marketing assistono, guadagnano bene; dall'altra quelli che invece cercano di fare Letteratura, con la L maiuscola, che rischiano anche di "patire la fame".

Ma cosa vuol dire rischiare di fare la fame? Parente, che fa parte dei secondi – e dei più scaltri visto che riesce a non fare la fame – mette in fila una serie di dati, evidentemente comprovati dalla esperienza personale: si passa dai 15mila euro di anticipo per un libro, "se sei abbastanza strafottente e autoconsapevole e produci opere d’arte vere, in grado di suscitare timore estetico" ai 6mila, è il caso di Moresco per i Canti del Caos (un libro scritto in 15 anni), ma si arriva fino ai 1500 che lo stesso Parente dichiara di aver percepito per un suo saggio di 80 pagine su Proust pubblicato da Cooper quest'anno. Il tutto più l'8-10% di royalties naturalmente.

In tutta franchezza non è certo un granché, e a ragione Parente se ne lamenta, soprattutto se si pensa al lavoro che c'è dietro. E dunque come si fa a vivere da scrittori? Parente la "zattera di salvataggio" l'ha trovata in Feltri, che gli pubblica articoli pagandoli bene – non si sa quanto, ma basta leggere più avanti, quando dice che "altrove possono pagarvi cinquanta euro lordi ad articolo, che io in genere in passato, pur con le pezze al culo, ho lasciato come mancia" per capire che sono in gioco altre cifre.

Insomma, una vita disgraziatamente faticosa per gli scrittori contemporanei. E meno male che nessuno dice loro quanto guadagnamo noi, generazione di precari scapestrati che lavorano troppo spesso gratis e che, anche quando riescono a scrivere da qualche parte, per cinquanta euro scriverebbero il seguito della Bibbia. Noi, che se ci offrono 500 euro per un full time – vale a dire pressapoco 6mila euro all'anno – siamo convinti di aver trovato la "zattera di salvataggio".

Via | Ilgiornale.it
Foto | Flickr

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