Dal libro al film: Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

locandina Il primo consiglio, nel caso di Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio (regia Isotta Tosi) è quello di leggere lo spassoso giallo di Ahmara Lakhous da cui è stata tratta la storia. Il secondo è, se vi è piaciuto il libro, di andare assolutamente a vedere il film.

La sceneggiatura riesce infatti a 'integrare' la storia a più voci del giallo ambientato nel quartiere più multietnico della Capitale, raccontandoci un punto di vista che mancava: quello del Gladiatore, la vittima, che sporcava sistematicamente l'ambito ascensore del palazzo, e proprio lì è stato ammazzato.

La storia di lui, ragazzo 'difficile' dopo l'arresto per frode del padre, che da allora non riesce più a comunicare con un fratello più grande (Daniele Liotti) che convive con la storica fidanzata Giulia (Kasia Smutniak), è davvero bella.

Per il resto, Amedeo (in realtà Ahmed) non ha nel film nessuna compagna (a differenza che nel libro) e il segreto della sua sofferenza non ci viene svelato, nè lui stesso viene messo in scena da 'protagonista' , come avviene nel libro.

Ben caratterizzati gli altri personaggi, come la portiera, la domestica ecuadoregna, il barista e l'esule iraniana, che come è noto nel libro decidono tutti di autoaccusarsi per salvare Amedeo-Ahmed, accusato di omicidio, e improvvisamente scomparso, dopo l'omicidio.

  • shares
  • Mail