Bacchetta in levare di Achille Maccapani

Bacchetta in levare di Achille MaccapaniDopo averlo apprezzato in Confessioni di un evirato cantore, ho avuto il piacere di leggere il nuovo romanzo di Achille Maccapani dal titolo Bacchetta in levare. Oltre ad una prosa ampia e godibilissima che rende la lettura del romanzo estremamente piacevole, la presenza della musica la fa da padrone. Direi quasi che la pagina del romanzo è sia narrazione che pentagramma.

Il suono si è spento.
Iniziano gli applausi, sempre più crescenti. Mi rivolgo al primo violino. Gli stringo la mano. Lo ringrazio. Ha capito tutto quello che ho affrontato durante questa maledetta mezz'ora di musica. E mi ha fortemente aiutato.
Adesso ci saranno i soliti rituali. Le chiamate al proscenio. Dovrò salire anch'io sul palco. Inchinarmi verso il pubblico.
Ma adesso sono ben più sereno di prima.
Perché questa è l'ultima volta che sono salito sul podio di un'orchestra.
Perché ho deciso di ritirarmi.

Chi parla è il direttore d'orchestra Enrico Liverani che, dopo aver diretto la Traviata di Verdi al Festival di Salisburgo, decide di ritirarsi dalle scene. Per lui dirigere la Traviata non è stato solo un lavoro come altri, ma un intreccio con la propria vita personale tanto che musica e vita si fondono sul palco. Perciò decide di ritirarsi a a vita privata e fa di tutto per mantenere lontano il mondo. Ma si può escludere dalla propria vita la musica, la passione che ti prende lo stomaco e ti crea vertigine? E così, in questo movimento tra pubblico e privato, tra fuga dalle scene e ossessione per una sinfonia in particolare (l’Ottava di Anton Bruckner) si snocciolano le oltre trecento pagine del romanzo.

Piccola perla è la biblioaudiovideografia posta a fine libro in cui tra libri, video, partiture musicali e cd si intravede il grande lavoro che c'è dietro la stesura di un romanzo.

Achille Maccapani
Bacchetta in levare
Marco Valerio, 2010
ISBN 978-88-75472-27-6
pp. 320, euro 18,00

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