La Vera Editoria alza bandiera bianca

La Vera Editoria alza bandiera bianca Sono molteplici i motivi per cui mi dispiace scrivere questo articolo. Il primo è che devo parlare di un'operazione abortita, vale a dire della dichiarazione di resa di quell'editor scazzato che aveva lanciato il blog La Vera Editoria, un blog che rappresentava uno dei pochi tentativi di smascherare alcune magagne che affliggono e strangolano l'editoria italiana, sovrapproduzione e scarsissima qualità in primis.

Il secondo motivo per cui provo dispiacere nello scrivere queste righe – lo stesso probabilmente che ha provato l'anonimo autore del blog – è che, nonostante i numerosi articoli su altrettanto numerose testate ne abbiano parlato in questi ultimi giorni, non pare essersi mossa una mosca all'interno del mondo editoriale. Se si tralasciano i pochi editor senza nome che, a detta dell'autore del blog, gli avrebbero dimostrato solidarietà, ma nessuno ha portato avanti la sua battaglia.

Un gran peccato a mio avviso, perché per quanto ne so io, che nel mondo dell'editoria ci sono entrato solo di striscio e da molto poco, l'editoria italiana avrebbe proprio bisogno di una gola profonda che tiri fuori il marcio. L'anonimo blogger, nel suo lapidario arrivederci, ha scritto "cinque mele marce non rendono marce tutte le altre", io non sono pienamente d'accordo, o meglio, sono convinto che per togliere il marcio dalle case editrici italiane ci sia bisogno di una grande inchiesta sul funzionamento delle suddette.

Dallo sfruttamento del lavoro giovanile iperspecializzato e spesso non pagato, fino alla palese indifferenza verso la qualità dei testi prodotti da parte di una importante fetta del mondo editoriale. Forse vedo tutto nero o sono troppo arrabbiato per quello che la mia generazione accetta di subire, ma questi sono i problemi di cui parlare e ben venga se lo fa qualcuno dall'interno. Voi che ne pensate?

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