"Del furore d'aver libri" di Gaetano Volpi

"Del furore d'aver libri" di Gaetano Volpi Chi ama i libri e ne possiede centinaia (o migliaia) deve per forza leggere "Del furore d'aver libri. Varie Avvertenze Utili, e necessarie agli Amatori de’ buoni Libri, disposte per via d’Alfabeto" da Gaetano Volpi (Marco Valeri editore, p. 88, euro 4), un editore veneto del '700 e, ça va sans dire, bibliomane accanito.

Come recita il sottotitolo, vengono riportati avvertenze e consigli per la preservazione del libro. C'è di tutto: dalla voce "Orina" ("Di cani, di gatti, e di sorci è pestilenziale pe' Libri, e nondimeno spesso vengono da essa infestati") alla voce "Fanciulli" ("Per questi convien chiuder le Librerie e nascondere i buoni e scelti libri", perché si rischia di trovare i libri coperti da "figure ridicole, sciocche postille").

Un libro divertentissimo non solo per i consigli (seri, ma che fanno sorridere), ma per capire anche l'oggetto libro del'700, le abitudini che lo circondavano. Ad esempio, si sconsiglia di mettere delle foglie d'assenzio nel libro (allora si ceredeva che "fosse un gran preservativo da' tarli"), perché inutile; come si sconsiglia, come facevano molti, d'insaponare le copertine per renderle più lustre.

Ma ricordatevi, così ci dice Gaetano Volpi, che "nemica capitale de' libri" è la polvere, che bisogna necessariamente "astergere", perché portatrice dei "semi dei tarli".

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