Dal Salone del Libro di Torino: Un bizzarro paradosso

Salone del Libro di Torino 2010

Salone del Libro di Torino 2010 La 23esima edizione del Salone del Libro di Torino, come da normale copione, è stata oggi invasa finalmente dal placido popolo dei visitatori comuni, il cosiddetto pubblico dei non addetti ai lavori per intenderci, quello che il primo giorno manca sempre. Proprio in seguito alla consueta invasione di appassionati e lettori di ogni età mi sono accorto dell'esistenza di un bizzarro paradosso.

Il cortocircuito in questione è molto semplice e si basa su alcune osservazioni banali ed empiriche: gli stand dei grandi gruppi editoriali, in realtà molto simili alle grandi librerie, con commessi e sfilze dei soliti romanzi, registrano il pienone, con ottimi risultati di vendita, mentre gli stand dei piccoli editori, gestiti spesso dagli editori stessi e colmi di libri per la maggior parte difficilmente reperibili nella grande distribuzione libraria, registrano afflussi di gran lunga minori. Ovvio direte voi, l'attrattiva dei titoli e del nome ha il suo peso.

Effettivamente è vero, i titoli e gli autori sono quelli di cui si parla di più, i grandi marchi hanno un bacino di utenza molto più vasto, ma ciò non basta, almeno a me, per giustificare una dinamica, quella che conferisce il carattere bizzarro a questa normale predominanza. La dinamica in questione è la seguente: gli stand dei grandi gruppi non applicano sconto alcuno ai libro venduti nel Salone – voci informate mi dicono che i grandi magazzini editoriali in centro città gli sconti li fanno eccome – mentre le piccole case editrici applicano sconti che arrivano anche al 20 e al 30%.

Voilà il paradosso: migliaia di persone vengono al Salone pagando un biglietto e comprando, in larga parte, libri che troverebbero ovunque, in più senza alcuno sconto, mentre per lo più ignorano, o si limitano ad osservare con simpatia, gli stand dei piccoli editori, dove campeggiano libri che generalmente la gran parte del pubblico non ha modo di conoscere se non in queste occasioni. Qualcuno sa il perché? Io una spiegazione ce l'ho, ma è meglio che non la dico...

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