Dal Salone del Libro di Torino: Benedetta Tobagi e gli anni settanta, ovvero più Storia e meno Memoria

Dal Salone del Libro di Torino: Benedetta Tobagi e gli anni settanta, ovvero più Storia e meno Memoria Il nostro è un paese che ha bisogno di più Storia e meno Memoria. E' questo il concetto, certamente da intendere problematicamente e non semplicisticamente, che è emerso dall'interessante incontro che questa mattina ha registrato il pienone, soprattutto di giovani, nella sala rossa del Salone e che ha visto al centro della scena Benedetta Tobagi, figlia di Walter e autrice di Come mi batte forte il tuo cuore, il suo tentativo di indagine e ricostruzione dell'itinerario umano e professionale del padre.

Sono gli anni Settanta, in particolare, ad essere stati illuminati da un luce nuova, almeno per quanto mi riguarda, una luce che più che il frutto di un lavoro storico, serio e profondo, di ricostruzione nient'affatto memorialistica, è il frutto di un approccio nuovo, rinnovato proprio perché effettuato da una persona che, anche se vittima, ferita personalmente dalla violenza di quegli anni, riesce a vedere tutta la problematicità degli anni Settanta, gli Anni Plumbei e non "di piombo", dalla giusta distanza.

Una distanza impostale, suo malgrado, dalle dinamiche terroristiche che le hanno tolto la possibilità di avere memoria reale del padre – dinamiche i cui tanti esiti la stessa Benedetta non indugia a definire grotteschi – una distanza che però ha il merito di saper mantenere e gestire al meglio, sia attraverso la scrittura, sia attraverso le parole, come nel discorso appassionato di stamattina.

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