"Tre secondi": il successo di un libro e il fascino di una casa editrice

\"Tre secondi\" Roslund Hellstrom Spesso è difficile capire cosa concorre a decretare il successo di un libro. Ci può essere un'indubbia qualità del testo, una mossa azzeccata dell'ufficio marketing, il fatto che il libro vada incontro al pubblico o a un momento storico-culturale, il passaparola... insomma, i motivi possono essere molti. Uno di questi è sicuramente la casa editrice per cui esce, sia per ovvi motivi di diffusione del libro, sia per un certo fascino che alcuni marchi sono capaci di evocare.

Di recente ho avuto una conferma di questa "legge" dell'editoria, nota a tutti, in un caso, che vi voglio brevemente raccontare. Non molto tempo fa esce il romanzo "Tre secondi", degli scrittori svedesi Anders Roslund e Börge Hellström (Einaudi). Il primo è un noto giornalista, il secondo un ex criminale. La storia non è nulla di eccezionale ma tutto sommato è ben scritta: Piet Hoffman è un infiltrato della polizia, e il suo nome in codice è Paula. Per sgominare una banda di trafficanti di droga dell'Est è costretto a diventare in tutto e per tutto un criminale, mettendo in pericolo la sua famiglia.

Di fianco a lui, ispettori, gangster, politici, e tutta una serie di personaggi affini al genere. Il romanzo è andato da subito in classifica, e ora si trova al ventitreesimo posto (nono nella calssifica della narrativa straniera). Ebbene, chi ha mai sentito parlare di altri tre libri di Roslund e Hellström già usciti in Italia? Penso ben pochi.

Eppure nel 2006 è uscito "La bestia", nel 2007 "Box 21" e nel 2008 "Punizione". Il fatto è che questi romanzi sono usciti per l''editore il Cairo, che di fatto non gode dello stesso prestigio della casa torinese. Ci ha provato per tre anni e nessuno si è accorto di questi due scrittori svedesi che sembrano vendere tantissimo. Le leggi non scritte dell'editoria.

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