Via Fani ore 9.02 di Romano Bianco e Manlio Castronuovo

via fani E' davvero una ricostruzione interessantissima quella presentata da Bianco e Castronuovo in Via Fani ore 9.02 (Nutrimenti ed.) che si sofferma sul rapimento Moro a partire dalle testimonianze di 34 personaggi che per i motivi più diversi assistettero alla scena dell'agguato e della strage degli uomini della scorta.

I 34 testimoni che nel libro prendono la parola sono infatti baristi, condòmini dei palazzi circostanti via Fani che si affacciarono a guardare sentendo i colpi, giovani studenti che avevano appena inforcato il motorino per andare all'università, madri con figli piccoli al seguito che fecero appena in tempo a fuggire, sotto choc, una volta che fu aperto il fuoco.

Tutti loro, come in un capillarissimo puzzle, raccontano ciò che videro, fra le 9 e le 9.30 di quel 16 marzo 1978. Il valore della scelta di tornare a ricostruire tutto così puntigliosamente è intuibile: da sempre l'affaire Moro, come lo ribattezzò Sciascia, contiene al suo interno numerosi 'punti oscuri' mai chiariti.

'Vedette di via Stresa, guardiani dei mezzi alla Balduina, carcerieri della possibile prima prigione: forse c'è ancora un sacco di gente che deve spiegare dove fosse la mattina del 16 marzo 1978, dopo le 9'.

Rimane il mistero di un elicottero che fu visto sorvolare il luogo dell'incidente da parte di Antonio Ianni, il primo fotografo che giunse sul luogo del delitto, così come da un medico e da Ernesto Focà, residente vicino via Fani.

Non è mai stato chiarito il ruolo dell'Alfasud beige ferma sul luogo del rapimento, come riferito da molti testimoni, e che riappare in un video giornalistico: la proprietà dell'auto, la cui targa è visibile nelle riprese, è del ministero dell'Interno, e presumibilmente della Digos, notano gli autori.

E nessuno ha mai saputo perchè le foto – e i relativi negativi – scattate dal testimone Gherardo Nucci dalla sua finestra su via Fani dopo l'agguato, come sostiene Nucci, non gli furono mai restituiti dal giudice Infelisi.

Ma i 'nodi' mai sciolti sono tantissimi, ed enumerati con cristallina precisione. La presenza di un esponente della 'ndrangheta Antonio Nirta sul luogo dei fatti, ad esempio, o i presunti collegamenti con l'Anello, special team di intelligence, all'epoca si dice alle dirette dipendente del presidente del Consiglio.

Un dossier che si legge come un giallo dal finale ancora aperto.

Romano Bianco e Manlio Castronovo
Via Fan ore 9.02. 34 testimoni oculari raccontano l'agguato ad Aldo Moro
Nutrimenti ed.
11 euro

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