"Caino", l'ultimo libro di José Saramago

José Saramago, Saramgo Caino Dopo la breve parentesi dei "Quaderni" (Bollati Boringhieri) José Saramago torna in libreria con il suo primo editore italiano, Feltrinelli. E lo fa riprendendo una delle sue vene narrative migliori, quella biblica, narrandoci le vicende legate a una delle figure più note della Bibbia, Caino (15 euro). Lo fa a modo suo, certamente, mescolando storia biblica e fiction, intento dissacrante e spirito di osservazione della società.

La dose di inventiva, in questo romanzo, è molto più forte rispetto al testo sacro: viene narrato (ovviamente) l'omicidio di Abele, ma Saramago attribuisce al protagonista la facoltà, in un certo senso, di viaggiare nel tempo: ogni tanto Caino avverte una strana sonnolenza, e improvvisamente si ritrova a Sodoma e Gomorra, alle spalle di Isacco (proprio quando sta per uccidere Giacobbe) o sull'arca di Noé.

E' un espediente narrativo a metà tra la fantascienza (che rimane pur lontanissima dai caratteri di questo romanzo) e il romanzo picaresco: insomma, Caino assomiglia più a un Don Chisciotte che si aggira tra i sentieri biblici che al protagonista di un romanzo di Philip K. Dick. Ma di certo la bellezza dei libri di Saramago non risiede nella trama, ma nello sguardo che l'autore impone sui personaggi.

Quella di Saramago, infatti, è la storia biblica narrata da uno scrittore laico e comunista, profondamente disilluso dal mondo. Il dio che emerge da queste pagine è fortemente umanizzato, tanto che si trova addirittura a rivedere alcune sue decisioni grazie alla fulminante retorica illuminista dello stesso Caino (i dialoghi tra Caino e dio sono formidabili, forse l'aspetto più riuscito del libro).

Lo scopo, se uno scopo c'è, è quello di mostrare quanto sia assurda la logica divina, quanto sia spietato e ingiusto colui che dovrebbe assicurare la giustizia nel mondo, e con essa la storia biblica, fatta di incesti e di spietate cattiverie. Ma dal libro di Saramago emerge soprattutto una domanda: come si fa a credere a una storia del genere? Domanda che rigiro a voi, credenti o non credenti.

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