Il giardino di Elsie V. Aidinoff

Il Giardino di Elsie V. AidinoffLa tradizione culturale e religiosa ci ha abituato a considerare Eva – il personaggio biblico – non solo come la progenitrice dell'umanità ma anche colei che induce l'uomo al peccato. Non a caso nel linguaggio comune il nome di Eva è spesso associato alla prostituzione e, sempre non a caso, Maria, la madre di Gesù, colei che è senza peccato secondo i dogmi, è la nuova Eva.

Non se la sente proprio di condividere questo fardello socio-culturale la scrittrice Elsie V. Aidinoff che nel romanzo Il giardino (Fanucci, 2010) affronta il tema del ruolo della donna e, ancora più sottilmente, prende di petto lo scaricabarile che ci viene prospettato nelle prime pagine della Bibbia (Adamo dà la colpa del peccato ad Eva che, a sua volta, accusa il serpente):

Ho scritto Il Giardino – dice l'autrice – senza alcuna intenzione di turbare la serenità altrui: ho un profondo rispetto per la religione e la fede individuale, ma non condivido alcune posizioni cruciali della religione organizzata. Non posso credere in un dio esclusivo che, come le antiche divinità tribali, protegge un solo gruppo di persone; non riesco a conciliare l'idea di un dio onnipotente con le sofferenze del mondo, né posso credere che gli esseri umani siano intrinsecamente malvagi. Come i Manichei, vedo il mondo come il palcoscenico della lotta tra le forze del bene e le forze del male, e considero gli esseri umani capaci insieme di grandi nequizie e di grande bontà. E, come Eva, non capisco perché un grande dio dovrebbe aver bisogno di tanta adulazione.

Ne Il Giardino, dunque, la Aidinoff – che ha esordito con questo romanzo quando contava settantatré anni – vede l'Eden, il paradiso terrestre, con gli occhi di Eva: non un libro femminista – come ci tiene a sottolineare –, ma una probabile versione della storia “se la Bibbia fosse stata scritta da una società meno patriarcale”.

Gradevole nella lettura e con uno stile fluido – anche nella precisa traduzione di Rossella Bernascone – Il Giardino depista e stupisce, ricordando molto il Saramago de Il vangelo secondo Gesù Cristo e del più recente Caino.

Iddio agitò la mano e tutti gli animali formarono un grande anello che ruotava verso destra. Iddio mosse la sinistra e gli animali piroettarono su se stessi e cominciarono a ruotare verso sinistra; gli uccelli cambiarono direzione come un branco di pesciolini nel lago. Iddio abbassò le mani: tutti gli animali della pianura si coricarono e gli uccelli si posarono per terra. Un altro segnale da parte d'Iddio e tutti si alzarono in piedi; gli uccelli aprirono le ali e presero il volo. Iddio mosse le mani avanti e indietro e gli animali cominciarono a danzare, anche gli uccelli nell'aria.

Elsie V. Aidinoff
Il Giardino. Romanzo
traduzione dall'inglese di Rossella Bernascone
Fanucci, 2010
ISBN 978-88-347-1581-9
pp. 304, euro 16,00

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