Le figlie del libro perduto: intervista all'autrice, Katherine Howe, in cima alla classifica del New York Times

howeUn processo alle streghe di Salem è alla base del romanzo scritto dall'esordiente Katherine Howe, già diventato il caso editoriale americano, tanto da occupare subito la cima della classifica del New York Times e al punto da venderne i diritti in Brasile, Bulgaria, Francia, Germania, Inghilterra, Israele, Olanda, Russia e Spagna (spagnolo e catalano). In Italia l'ha appena fatto arrivare in libreria la Salani, col titolo Le figlie del libro perduto, e chi l'ha letto giura, come noi, di essere addirittura uscito prima dal lavoro per correre a casa a finire l'ultimo capitolo del libro. Avvincente quanto brillante, questo romanzo tocca un'altra questione, che forse l'autrice ha toccato senza saperlo: e se "Harry Potter e la Pietra Filosofale" fosse stato scritto dal punto di vista di Hermione Granger, una Hermione che frequenta Harvard invece di Hogwarts, chissà cosa sarebbe successo... intanto, parliamo con l'autrice.

Cosa significa essere un’esordiente in testa alla classifica del New York Times?
È una cosa talmente sblorditiva che, in fondo, non mi ci sono ancora abituata completamente.

Quando ha iniziato a scrivere, aveva in mente il libro arrivato il 28 gennaio in libreria?
Sì, in gran parte è lo stesso libro. Lo si deve al fatto che io, a differenza di tanti altri scrittori, prima di cominciare a scrivere mi sono fatta una scaletta molto articolata e molto accurata. Ciò non toglie che qualche cosa è cambiato. Inizialmente, a mo' di esperimento, avevo scritto il romanzo in prima persona ma poi mi sono convinta che funzionava molto meglio in terza persona. In secondo luogo, ci sono alcuni personaggi, in particolare alcuni professori che si incontrano all’inizio, che pensavo si sarebbero fatti vivi anzi avrebbero assunto un ruolo più importante, mentre invece, con mia grande sorpresa, sono spartiti. E con altrettanto mia grande sorpresa, sono spuntati altri personaggi che non avevo invitato e ai quali inizialmente non avevo pensato.


Il romanzo si inserisce sulla scia di classici del passato e successi recenti quali "La Lettera scarlatta" e "La lettrice bugiarda", ma lei a quale scrittore si ispira?
Io sono una grande fan di Edith Wharton, nota per questi suoi romanzi di ambiente. La verità è che la Wharton è maestra di narrativa storica e ha scritto, oltre che "L’età dell’innocenza", anche "Racconti di uomini e fantasmi", cosa che non molti hanno letto. Ovviamente ho letto tanto anche altri scrittori che hanno ambientato i loro romanzi a Salem, i cui avvenimenti storici aleggiano nella pagine dei vari autori.

Lei è effettivamente la discendente di Elizabeth Howe ed Elizabeth Proctor, due donne che subirono il processo per stregoneria a Salem alla fine del diciassettesimo secolo: quanto la vicenda l’ha segnata?
Segnata non direi. Quando sono venuta a sapere di questo mio retaggio ancestrale ero adolescente e la cosa mi ha reso entusiasta. Di certo questa consapevolezza mi ha orientata nei miei interessi intellettuali, forse persino più di quello che io non sospetti. Tanto è vero che l’approccio che seguo in questo romanzo è proprio di guardare le vicende con l’occhio di una storica, perché la mia protagonista fa questo, fa la storica. Tutto è nato mentre studiavo per l'esame di dottorato: volevo distrarmi un poco e, frugando nel passato della mia città, Salem, e della mia famiglia, ho trovato quel che cercavo.

Eppure le due Elisabeth compaiono nel libro anche se, nella realtà, solo una delle due si salvò perché incinta...
Ad Elisabeth Howe assegno quello che nel cinema è un cammeo, un piccolo ruolo nel romanzo, perché ne descrivo purtroppo la morte. La mia fortuna, visto che ho scritto un libro molto di fantasia, è di essere stata libera nell’usare la mia immaginazione. Dane invece è un personaggio realmente esistito: è lei la prima titolare del libro segreto che bisogna trovare. Innanzitutto perchè il nome di battesimo evoca così bene il periodo storico in cui si trova a vivere. E poi anche perché di Dane ne sappiamo molto poco. Di fatto sappiamo che fu accusata solo alla fine degli epiosodi storici di Salem. Però la grande libertà di cui ho goduto, mi ha costretta a cercare una strega nuova rispetto alle altre già descritte dai vari autori prima di me.

Sta già pensando al suo secondo romanzo?
Sì, sarà simile come ambientazione, ma tutto accadrà nel Novecento a Boston…

Katherine Howe
Le figlie del libro perduto
Salani editore
pagine: 432
prezzo: € 18,60

  • shares
  • Mail