Walter Benjamin: l'angelo assassinato, di Tilla Rudel

Walter Benjamin, l'angelo assassinato, di Tilla Rudel Quello che fa di Walter Benjamin una delle figure più importanti della cultura letteraria e filosofica del Novecento è forse quel suo oscillare senza un'unica soluzione tra una visione del mondo fortemente impregnata del migliore materialismo storico di origine marxista e una complessa personalità influenzata dalla messianismo mistico di origine ebraica, a dirla con i nomi di due dei suoi migliori amici, l'oscillazione tra Bertold Brecht e Gershom Scholem.

Sta di fatto che la statura intellettuale di Benjamin è innegabilmente altissima: autore (o forse, meglio, non-autore, vista l'incompletezza della maggior parte delle sue opere) di opere come L'opera d'arte all'epoca della sua riproducibilità tecnica, I passages di Parigi, nonché dei saggi che compongono la bellissima raccolta Angelus Novus, Benjamin è stato capace di riflessioni sulla modernità decisive per la storia culturale di tutto il Novecento, secolo che ha vissuto solo in parte.

Nato nel 1892, infatti, il filosofo tedesco, dopo una vita di continue peregrinazioni tra Berlino, sua città natale, Parigi, sua città d'adozione, Mosca, l'Italia, le isole della Spagna, la Danimarca (dall'amico Brecht in esilio) e la Palestina, una terra promessa che però mai vedrà, Benjamin si è tolto la vita con una massiccia dose di morfina il 26 settembre del 1940, a Port Bou, sul confine franco-spagnolo, per timore di essere arrestato dai nazisti.

Questo libro, scritto da Tilla Rudel dopo vent'anni di ricerche sulle orme dell'Ebreo errante della filosofia novecentesca, e pubblicato elegantemente dalla Excelsior1881, riassume perfettamente, in poco più di 150 pagine, l'itinerario intellettuale e spirituale di quest'uomo, dalle amicizie alle storie d'amore, dalle intuizioni alle paure. Un libro emozionante.

Tilla Rudel
Walter Benjamin: l'angelo assassinato
Excelsior1881
euro 28,50

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