L'ipnotista, di Lars Kepler

Era già un fenomeno editoriale negli altri paesi europei quando è arrivato nelle librerie italiane (anche booksblog ne ha parlato spesso) e, in poche settimane, L'ipnotista, edito da Longanesi, si afferma per quello che è: un fenomeno editoriale, appunto; e ancora una volta dalla Svezia (si pensi, ad esempio, a Henning Mankell o a Stieg Larsson).

L'ipnotista è un thriller che mantiene tutti i tratti caratteristici del genere. Innanzitutto, naturalmente, la trama: siamo nella cittadina di Tumba, a sud di Stoccolma; un addetto alle pulizie avverte la polizia: ha trovato il corpo senza vita di un uomo nei bagni del centro sportivo.

Uno dei poliziotti arrivati sul luogo del delitto, tale Erland, si prende la briga di informare la famiglia. Ma quando arriva all'indirizzo che la centrale gli ha fornito dopo l'identificazione del cadavere: «Nessuno apre la porta. Suono diverse volte. Allora non so perché. Ma mi viene in mente di fare il giro di tutta la fila di case, andare sul retro e guardare con la torcia attraverso la finestra». E quello che trova non piacerebbe a nessuno: una famiglia trucidata a coltellate.

Un gesto omicida di tale efferatezza a Tumba non si era mai visto prima. Tutti sono sconvolti. A cominciare dal poliziotto che ha rinvenuto i cadaveri. Madre e bambina di 5 anni massacrate. Ma alla tragedia sopravvive miracolosamente il figlio, un ragazzo di 15 anni, Josef Ek. A onor del vero, sopravvive anche una terza figlia, appena maggiorenne, Evelyn, che in quel momento non era in casa.

E questo è solo l'inizio. O meglio, l'antefatto. Il romanzo si apre con il protagonista principale: Erik Maria Bark, un medico che dieci anni prima aveva trovato una nuova chiave interpretativa dell'ipnosi: la effettuava su gruppi di persone anziché ai singoli pazienti. Tuttavia, dovette interrompere gli studi a causa del tentato suicido di uno dei suoi pazienti.

Cosa c'entra il dottor Bark con il massacro di Tumba? In realtà niente, se non fosse che il commissario Joona Linna lo fa rintracciare dall'ospedale perché ha bisogno di informazioni per far smuovere le indagini e l'unico che può dare qualche indizio è Josef Ek, che al momento si trova in ospedale, in uno stato pietoso. Linna vorrebbe che Erik usasse l'ipnosi con Josef. Nonostante la sua brutta esperienza con l'ipnosi, Erik accetta. Questo semplice gesto scatenerà l'inferno nella vita di Erik (ma anche di Evelyn), che sarà costretto a rimettere insieme un'esistenza andata in frantumi e macchiata di sangue.

Ora, sul piano della trama, almeno per una buona metà del testo, il libro funziona: ci si ritrova scaraventati nella storia, siamo dentro il meccanismo e a quel punto ci lasciamo trasportare fino all'ultima pagina; vogliamo sapere tutto. Eppure la macchina narrativa non sempre funziona a perfezione, bisogna ammettere che ci sono momenti in cui la storia fatica ad andare avanti. Dal punto di vista stilistico, poi, non è sempre impeccabile.

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