Giornata della memoria: L'albero di Anne di Irène Cohen Janca

Giornata della memora: L'albero di Anne di Irène Cohen Janca Oggi, 27 gennaio 2010, come da dieci anni a questa parte, celebriamo la "Giornata della memoria", una ricorrenza decretata per legge dal parlamento italiano nel 2000 "al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Come ogni anno anche il mondo dell'editoria libraria si mobilita, pianificando per questa data uscite tematiche, dedicate alle vittime di uno dei più grandi genocidi della storia umana. Dal canto mio, tra le tante pubblicazioni, ve ne segnalo una: si intitola L'albero di Anne ed è una breve storia, scritta dalla franco-tunisina Irène Cohen-Janca e splendidamente illustrata da Maurizio Quarello, che la casa editrice Orecchio Acerbo ha, come sua abitudine, messo in pagina al meglio.

La storia è molto semplice, e proprio nella semplicità sta la sua forza. Nel cortile del giardino al numero 263 di Prisengracht, c'è un grosso ippocastano, vecchio di un secolo, un albero maestoso sotto la cui corteccia convivono migliaia di ricordi. Tra i tanti ricordi, però, solo uno è talmente bruciante da restare indelebile e vivo, dopo quasi 65 anni. E' il ricordo di una ragazzina olandese, una ragazzina che si chiamava Anna Frank.

Nel lucernario della soffitta al 263 di Prisengracht, probabilmente osservando di tanto in tanto lo splendido ippocastano che occupava il giardino, Anna Frank nel suo diario scriveva:


Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace.

Questa capacità di vedere più in là della sua stessa vita, di comprendere la possibilità di un mondo di pace che non la comprendesse, è a mio parere una delle cifre più terrificanti di Anna Frank. Soprattutto per noi, che pur continuando a festeggiare in pompa magna la giornata della memoria, continuiamo a tenere gli occhi ben chiusi su quello che ci circonda, accettando, non molto diversamente dai tedeschi dell'epoca, che a pochi passi dalle nostre vite si consumino tragedie per molti versi simili a quella di Anna Frank.

Continuiamo dunque a ricordare le vittime del nazifascismo, ma non permettiamo che l'aver concentrato il loro ricordo in 24 ore di bei discorsi e di pietismo ci distolga dal riconoscere l'esistenza, oggi, tra di noi, di persone che vivono una sorte simile.

Irène Cohen-Janca e Maurizio Quarello
L'albero di Anne
Orecchio Acerbo
euro 14,00

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